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Il manoscritto medievale, materiali e tecniche

Fiorenza Gemini

in nn. 1-2/2010
Presso l’Archivio di Stato di Grosseto si è svolta nell’aprile scorso la mostra “Il manoscritto medievale, materiali e tecniche”.
Calligrafia e miniatura sono legate tradizionalmente alla produzione letteraria anteriore alla nascita della stampa. Tali tecniche venivano usate anche per testi musicali e documenti amministrativi. Infatti nel Medioevo e nella prima epoca moderna una bella scrittura ed una decorazione, almeno delle lettere iniziali, erano elementi indispensabili per il prestigio, e quindi il valore, di un documento, un uso arrivato in alcuni casi sino ai giorni nostri, nonostante le innumerevoli alternative odierne.
La mostra nasce dall’incontro di Francesco Mori, storico dell’arte e pittore grossetano, che esercita anche l’arte della calligrafia e della miniatura, con l’Archivio, il luogo dove si conservano molte testimonianze di queste arti nel passato. L’esposizione è consistita in un percorso prima di tutto fra gli strumenti ed i materiali, che per oltre un millennio sono stati usati per scrivere e decorare testi scritti, a partire dai supporti, il papiro e soprattutto la pergamena - il robusto ed elegante materiale con cui venivano confezionati codici e diplomi- per passare poi a inchiostri, colori, leganti, che l’artista oggi ricrea con gli stessi ingredienti della tradizione, piante e minerali.
Mori ha esposto anche alcune miniature di sua fattura, che mantengono intatto il fascino della migliore scuola italiana, mentre all’arte della legatoria è stata dedicata una piccola sezione a cura di Biancamaria Girasoli, che ha recuperato l’antica tradizione copta.
In questa circostanza l’Archivio ha messo in mostra alcuni dei suoi pezzi più preziosi, volumi e pergamene, i quali, anche quando dovevano riportare contratti o decreti, venivano comunque arricchiti di decorazioni più o meno importanti. Hanno completato l’esposizione un bellissimo esemplare di libro corale della Diocesi di Grosseto, un testo di calligrafia della Biblioteca Chelliana ed un prezioso facsimile di una Cronaca lucchese del xv secolo.
Un’occasione unica per scoprire una delle arti più preziose ed affascinanti mai esistite.
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