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Progetto “Archivi della Moda del ‘900”: lo stato dell’arte
![]() Vorrei riferire ai lettori del “Mondo degli Archivi” gli sviluppi principali del Progetto nazionale triennale “Archivi della Moda del ‘900” dall’autunno scorso per fornire un quadro d’insieme del Progetto, che ha ormai fatto il giro di boa della metà del suo itinerario e presto si dovrà avviare a prepararsi al grande convegno previsto alla fine del 2011 che ne dovrebbe raccogliere i frutti.
Ricordo che il Progetto, riprendendo una tendenza culturale generale di rivalutazione della storia della moda, intende rispondere a un’esigenza diffusa di maggior conoscenza, accessibilità e valorizzazione dei documenti della storia della moda, intesi nel senso più lato (abiti, disegni, foto e filmati, carteggi, documenti gestionali, pubblicazioni commerciali), che sono oggetto di una crescente attenzione da parte degli storici, nonché – da qualche tempo – degli stessi operatori del settore e di apposite nuove istituzioni di conservazione e valorizzazione. Il Progetto sugli Archivi Della Moda del ‘900 fu pensato dalla nostra associazione già nel 2007, preparato e avviato nella seconda metà del 2008, quando l’ANAI ha stipulato con la Direzione Generale per gli Archivi, la Direzione generale per le Biblioteche e quella per l’Organizzazione un’apposita convenzione per avviare un Progetto internazionale triennale di censimento, recupero, studio e valorizzazione degli Archivi della Moda del ‘900, che assegna all’ANAI il coordinamento generale, con la promozione e organizzazione di comitati scientifici organizzativi regionali (ne sono stati creati 9), l’organizzazione di seminari e convegni di studio nelle diverse regioni e la raccolta di interviste agli stilisti e protagonisti del “sistema moda”.
Possiamo dire che dal giorno del suo battesimo ufficiale – la grande manifestazione di inaugurazione alla Sala Bianca di Palazzo Pitti del 12 gennaio 2009 – a oggi, il Progetto, nel quale l’ANAI ha profuso in due anni un grande sforzo organizzativo e promozionale generale, è molto cresciuto: moltissime sono state le attività di studio e censimento, di organizzazione di convegni e di promozione e disseminazione realizzate in tutta Italia nei mesi trascorsi. Il Progetto e la sua idea-chiave – il recupero e la valorizzazione degli archivi della Moda - hanno certamente conseguito un eccezionale successo non solo sul piano del numero e della qualità delle iniziative, delle adesioni e della partecipazione, ma anche sul piano dell’immagine e della visibilità degli archivi e degli archivisti, come indirettamente dimostra il numero delle menzioni del Progetto sugli “archivi della Moda del ‘900” sul web, che ammontano oggi a circa 1.300.000. Ciò si spiega anche considerando che il Progetto ha avuto un notevole successo non solo per l’eco delle iniziative realizzate nell’ambito della sua programmazione da parte dei promotori ufficiali, ma anche per aver destato sul tema degli archivi della Moda una più diffusa attenzione e studi e iniziative analoghe di molti altri soggetti in vario modo interessati, che agli spunti e concetti del Progetto si sono esplicitamente richiamati, sì che si può parlare anche di un suo più generale positivo effetto per la conoscenza e la valorizzazione delle fonti sulla storia della Moda italiana.
L’opera di conoscenza e di valorizzazione della memoria della Moda italiana prosegue infatti in tutta Italia articolata su due filoni di attività: da un parte i censimenti delle fonti archivistiche effettuati a cura della Direzione generale per gli archivi tramite le soprintendenze archivistiche istituzionalmente competenti e dall’altra l’organizzazione di seminari di studi su specifiche tematiche e le interviste a soggetti che hanno operato nel settore della moda, curati dall’ANAI, al cui presidente la convenzione di Progetto con il Ministero del 2008 assegna anche il compito del coordinamento generale del Progetto, tramite i comitati organizzatori regionali istituiti in 9 regioni e le Sezioni regionali o direttamente.
In questa sede vorrei concentrarmi su questo secondo filone di diretta competenza dell’ANAI; ricordo solo che sui censimenti effettuati specialmente nell’ambito delle città “capitali della Moda” e dei distretti produttivi del settore, che hanno visto esplicarsi un notevole sforzo degli organi preposti con esiti più che notevoli per la conoscenza delle fonti, anche portando alla dichiarazione di notevole interesse storico di nuove fonti archivistiche sconosciute, sono stati esposti aggiornamenti per quanto riguarda la Lombardia e Toscana al seminario internazionale di Firenze del 4-5 giugno 2009 di cui diremo poi.
Per la Lombardia sono poi stati man mano pubblicati altri risultati notevoli dei censimenti e del Progetto sul portale www.archiviando.org della Sezione ANAI Lombardia. Per quanto riguarda il Lazio, altra regione in cui i censimenti hanno avuto notevoli esiti, essi sono stati illustrati dal soprintendente archivistico per il Lazio Tamblé, nella Giornata di Studi “Gli archivi raccontano la moda. Testimonianze, immagini e suggestioni”, tenuta al Museo Ludovisi Boncompagni della Moda di Roma il 22 aprile 2010, di cui riferirò in seguito. Quando verrà attivato il Portale degli Archivi della Moda, di cui parleremo sotto, tutti questi risultati, nonché quelli conseguiti in altre regioni che non sono ancora stati pubblicamente esposti avranno finalmente una specifica ed esauriente visibilità nazionale.
Per quanto riguarda le attività di più diretta competenza dell’ANAI, vorrei riferirmi anzitutto brevemente alle interviste a stilisti ed operatori del settore Moda direttamente effettuate con i miei collaboratori. Fino ad oggi ho avuto modo di intervistare Roberto Capucci, Stefano Dominella (Maison Gattinoni), Antonella De Simone (Brioni), Micol Fontana (Fondazione Micol Fontana), Adriana Mulassano e Bianca Lami, Donna Simonetta Colonna di Cesarò, Renato Balestra, Vito Panetta (Accademia Nazionale dei Sartori) e Luca Litrico (Atelier Litrico). Anche nell’ambito della mia personale collaborazione all’attività di censimento della Soprintendenza archvistica per il Lazio, ho avuto la fortuna di conoscere archivi di case di Moda e istituzioni molto interessanti per lo stato di conservazione e la rilevanza della documentazione come quelli di Brioni, Fontana, Accademia Nazionale dei Sartori, Tirelli, Galitzine, Gattinoni, Litrico, Piattelli, Sarli, Albertina, Annamode, Accademia di Costume e di Moda, Accademia Koefia, Di Rienzo, Albanese e Dal Cò.
Difficile riassumere in poche parole il senso di tutte queste esperienze e dei risultati delle numerose interviste effettuate, che dovranno in esteso confluire nelle forme di pubblicazione previste per il Progetto, sia sul Portale dedicato che in forma specifica (stiamo anche pensando alla pubblicazione in volume delle interviste più significative).
Come archivisti il Progetto sugli archivi della Moda ci ha consentito di accedere a un ‘mondo’ a prima vista apparentemente ben lontano da quello in cui siamo abituati a muoverci professionalmente, senza dubbio ricco di molteplici prospettive – anche economiche! - e affascinante: per accedere alle fonti abbiamo avuto infatti modo di conoscere, attraverso gli esponenti storici della Moda italiana, un mondo di personaggi e di fatti che rimane ancora in gran parte racchiuso nelle memorie personali dei protagonisti, in cui le dinamiche, piuttosto che quelle delle imprese industriali di cui di solito cerchiamo gli archivi, seguono più da vicino quelle dei creatori artistici, con i tipici narcisismi e avversioni ma anche con le affascinanti originalità estetiche che hanno dato successo mondiale alla moda italiana, nonché quelle del jet set (prima si chiamava ‘alta società’) dei clienti e del pubblico dell’alta moda. Tuttavia abbiamo anche avuto modo non solo di conoscere e accedere a fonti archivistiche sconosciute o poco note di inaspettata ricchezza (archivi amministrativi, carteggi, diari, raccolte di disegni e bozzetti, fotografie, filmati e tante memorie orali), ma anche di incontrare spesso una notevole sensibilità degli stilisti e degli operatori del settore verso le memorie della loro attività, certamente connessa alla consapevolezza della natura culturale del lavoro, che ha portato alcuni dei più noti (p. es. Ferragamo, Capucci, Sorelle Fontana) a creare fondazioni col precipuo compito di conservarle e valorizzarle.
Sul fronte dell’organizzazione dei convegni e seminari di studio, dopo il primo seminario internazionale di Firenze sullo stato di avanzamento e sulle proposte per il Progetto a Firenze tenuto il 4-5 giugno 2009, nella prestigiosa sede della casa Ferragamo presso Palazzo Spini-Feroni, con l’intervento di stilisti e responsabili di case di moda, di archivisti che hanno operato nelle prime fasi del Progetto e docenti universitari di storia della moda e di economia, di cui è stato riferito nel n. 1-2/2009 del “Mondo degli archivi”, la tappa importante del Progetto in questi ultimi mesi è stata certamente l’organizzazione, a cura dell’ANAI, del Workshop “Archivi e moda”, tenuto il 20 novembre 2009 come sessione parallela nell’ambito della II Conferenza Nazionale degli Archivi organizzata dalla Direzione Generale per gli Archivi a Bologna il 19-21 novembre scorso. Nella seconda conferenza nazionale degli archivi, che ha costituito un appuntamento di grande importanza per il mondo degli archivi e degli archivisti, non potevano infatti non avere un loro adeguato spazio, accanto agli archivi d’impresa e degli architetti, gli archivi della moda.
Il Workshop ha inteso fissare lo stato dell’arte del Progetto “Archivi della Moda del ‘900” e costituire un’ulteriore momento di sviluppo dei suoi temi e di proposte di ampliamento. La prima parte della giornata è iniziata con un interessante excursus sulla storia della moda. Sofia Gnoli, docente di Storia della moda e del costume all'Università di Roma La Sapienza e Bonizza Giordani Aragno ci hanno condotto nei meandri della storia della moda italiana, a partire dagli anni '50. La nota stilista siciliana Marella Ferrera e Aldo Sparti, allora direttore dell’Archivio di Stato di Catania, hanno illustrato reciprocamente i percorsi della Moda nel Mediterraneo e le influenze culturali che si incrociano nella loro isola e Elisa Tosi Brandi dell’Università degli Studi di Bologna (sede di Rimini) ha parlato delle sartorie storiche emiliane.
Si è poi tenuta una tavola rotonda in cui sono poi stati illustrati i lavori dei Comitati Scientifici e Organizzativi e le attività realizzate (Donato Tamblè per la Soprintendenza Archivistica per il Lazio e Maria Antonietta Tagliatatela per la Soprintendenza Archivistica per la Campania) e in cantiere nelle varie Regioni, nonché le proposte di nuove adesioni al Progetto pervenute da più parti (anche al Workshop stesso se ne sono registrate diverse rilevanti). Si è infine parlato del costituendo Portale degli archivi della Moda, che la Direzione generale per gli archivi intende creare nel contesto del Portale generale del Sistema Archivistico Nazionale in corso di preparazione, e sulle linee generali e metodologie di questo ci ha parlato Mauro Tosti Croce, Soprintendente archivistico per le Marche, mentre Laura Ximenes della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee ci ha parlato del Progetto per la catalogazione dell'abito antico e contemporaneo e della relativa scheda VeAC elaborati dall’Istituto per il Catalogo e la Documentazione del MiBAC.
Nella seconda parte della giornata, docenti universitari, direttori di enti di formazione, archivisti e operatori nel settore della moda, direttori di Fondazioni e dirigenti dei Beni Culturali, si sono confrontati insieme sull’appassionante tema della formazione delle professionalità del settore, fondamentale per il futuro del settore e dei suoi operatori. Si è tenuto a tal fine un dibattito sul tema “La memoria e la formazione nel settore della moda in Italia: bisogni, criticità, sfide e prospettive. Verso possibili nuove professioni” moderato da Patrizia Ferrara della Direzione Generale per gli Archivi, cui hanno partecipato docenti universitari, direttori di enti di formazione, rappresentanti di istituzioni associative, esponenti di imprese e operatori del settore della moda, archivisti e dirigenti dei Beni Culturali. Sono stati focalizzati molti aspetti ed esigenze interessanti relativi alla formazione di archivisti operanti nel settore della moda, ma è emerso che, dato lo stato iniziale del dibattito sulla materia, occorrerà un ulteriore lavoro di approfondimento e confronto per pervenire a individuare percorsi formativi e figure professionali ben definiti e condivisi.
Successivamente, nel contesto della manifestazione di moda AltaRoma abbiamo organizzato come ANAI nazionale a Roma il 1° febbraio scorso, presso la sala del Tempio di Adriano della Camera di Commercio di Roma l’iniziativa “Archivi della Moda del ‘900“. La memoria della moda e del costume a Roma e nel Lazio”, realizzata con la collaborazione della Soprintendenza Archivistica per il Lazio e della Direzione generale per gli archivi. Sono intervenuti Patrizia Ferrara, della Direzione generale per gli Archivi, Donato Tamblè sovrintendente archivistico per il Lazio, Stefano Dominella presidente della casa Gattinoni e di AltaRoma, Luca Litrico dello storico Atelier Litrico, presidente di FederModa, Manlio Rocchetti titolare di un’impresa familiare di trucco e acconciatura per cinema, premio Oscar e docente all’ Accademia Nazionale del Cinema.
Scopo dell’iniziativa era anzitutto presentare il Progetto, enucleandone gli obiettivi e le finalità, illustrare quanto già avviato e operato a Roma e nel Lazio – in specie i censimenti dei documenti e materiali a cura della Sovrintendenza - e annunciare e il calendario delle iniziative future previste. A Roma la produzione di moda è strettamente legata alle creazioni per il mondo dello spettacolo, del cinema e del teatro: l’attività di censimento e mappatura abbraccia infatti oltre alle attività prettamente legate alla moda, anche le sartorie cine-teatrali, i costumisti e accessori per il cinema e il teatro. E’ stato così presentato un progetto di costituzione a Roma dell’“Archivio della moda” per la memoria del costume a Roma e nel Lazio: si tratta di un ‘archivio’ non solo documentario (bozzetti, foto, filmati, campioni di stoffe), ma anche volto a recuperare tutto quel vastissimo materiale (vestiti, parrucche, calzature) che giace nei cassetti delle maison romane ma anche in altre aziende del settore del costume teatrale e cinematografico che hanno fatto tutti insieme la storia della moda italiana. Stefano Dominella della maison Gattinoni ha annunciato che la sua casa di moda ha aderito all'Archivio consegnando abiti, campioni, rassegne stampa, carteggi. A questi si aggiungerà l’archivio Litrico, che si compone di ben 5500 bozzetti e oltre 300 servizi fotografici e rassegne stampa e il fondo di Clara Centinaro. Accanto a questi materiali vi saranno anche ben 8.000 parrucche e altri materiali dagli archivi della 'Rocchetti e Rocchetti'. Durante l’incontro sono stati alcuni filmati di repertorio legati alla Moda provenienti dall’Archivio Storico dell’Istituto Luce.
Un’altra rilevante iniziativa del Progetto si è tenuta in Sicilia, il Seminario di Studi “La moda e la sua memoria. Archivi della moda in Sicilia”, organizzato dall’Archivio di Stato di Ragusa in collaborazione con la Fiera EMAIA di Vittoria (RG) il 26 febbraio 2010 nei locali della Fiera di Ragusa in occasione della 21a edizione di “ Kamò”, Salone Casa, Moda, Sposa. Nel seminario si è fatto un primo bilancio su quanto si è realizzato in Sicilia nell’ambito del Progetto e si è parlato della “riscoperta” e valorizzazione di realtà siciliane legate al mondo della moda, ma su questa iniziativa troverete il resoconto esauriente di Anna Maria Iozzia nel numero 1-2/2010 del “Mondo degli Archivi”.
Con la fattiva collaborazione dell’ANAI Abruzzo, della Fondazione “Nazareno Fonticoli”, della Brioni Roman Style e della Soprintendenza Archivistica per l’Abruzzo abbiamo organizzato a Penne il 18 marzo scorso il seminario di studi “Abruzzo le vie dell’eccellenza: il contributo degli artigiani e delle aziende abruzzesi alla storia della moda italiana”. Durante la giornata, a cui hanno partecipato archivisti, rappresentanti di istituzioni locali, imprenditori e studenti, si è illustrata l’evoluzione dell’arte sartoriale, nella quale i sarti abruzzesi fin dai primi decenni del Novecento si sono distinti sia in Italia che all’estero, dando un contributo determinante all’affermazione della grande tradizione italiana, della quale è erede e rappresentante un’azienda ormai internazionale come la Brioni. L’intento dell’iniziativa è stato quello di offrire a docenti universitari, direttori di aziende e di archivi della moda, a sarti e artigiani di porre in evidenza le realtà di eccellenza presenti sul territorio abruzzese, in relazione alla conoscenza e alla valorizzazione della memoria della moda, del costume e dell’artigianato. Si è dato anche spazio alle testimonianze di alcuni sarti e ai loro contributi alla storia della sartoria. Nomi come Domenico Saraceni, Ciro Giuliano, Nazareno Fonticoli (fondatore con Gaetano Savini della Brioni), le cui vicende sono state rievocate nel seminario, fanno parte di quella numerosa stirpe di sarti abruzzesi che si è fatta conoscere e apprezzare in tutto il mondo diffondendo lo stile sartoriale maschile italiano.
Nell’ambito della XII Settimana della Cultura, abbiamo organizzato a Roma il 22 aprile, al Museo Ludovisi Boncompagni, in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica per il Lazio, il Museo stesso, la Galleria Nazionale di Arte Moderna, la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia - Biblioteca Luigi Chiarini, l'Accademia Internazionale d'Alta Moda e d'Arte del Costume Koefia, la Fondazione Roberto Capucci, Cinecittà Luce S.p.A.- Archivio cinematografico dell'Istituto Luce, una Giornata di Studi dal titolo “Gli archivi raccontano la moda. Testimonianze, immagini e suggestioni”, un incontro per raccontare la vita di alcuni protagonisti che hanno ispirato la cultura della moda del XX secolo per fare il punto sullo stato del Progetto a Roma e nel Lazio. Nella manifestazione, particolarmente ricca di interventi e dimostrazioni interessanti, si è parlato della situazione generale del Progetto e fatto il punto più avanzato dei censimenti degli archivi della Moda curati dalla Sovrintendenza archivistica per il Lazio e sono stati illustrati ampiamente con testimonianze dirette e approfondimenti critici personaggi famosi che hanno fatto epoca nel campo della moda come Irene Galitzine, Fernanda Gattinoni, le Sorelle Fontana, ecc. Si è parlato di giornalismo (Bianca Maria Piccinino) e dei rapporti fra moda e cultura romana dagli anni ’50, che hanno visto protagoniste negli anni ’50 e ’60 la Sovrintendente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e critica d’arte Palma Bucarelli e la scrittrice e giornalista Irene Brin e nei decenni più recenti Adriana Berselli nota costumista. Si è parlato anche della nascita della formazione italiana nell’alta moda attraverso le sue prime accademie romane, Accademia Koefia e Accademia di Costume e di Moda, e l’esperienza delle loro fondatrici, Alba Toni Koefia e Rosana Pistolere.
Ma non si è solo parlato: nell’ambito della Giornata di Studi il Museo Boncompagni Ludovisi ha presentato al pubblico una serie di abiti di alta moda delle proprie collezioni. Attraverso le fotografie ed i filmati gentilmente prestati dall’Istituto Luce, sono riemersi interessanti squarci d’epoca della storia dell’alta moda italiana ed e’ stato presentato un filmato sull'opera di Roberto Cappucci e, in conclusione, proiettato il film "L'abito di domani. Storia della moda nel tempo" di Giovanna Gagliardo, prodotto dall'Istituto Luce.
A Como dal 5 maggio al 27 giugno 2010, nell’ambito del Progetto, è stata organizzata dalla Fondazione Antonio Ratti, Museo Studio del Tessuto – MuST, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Como, la mostra “L'età dell'eleganza. le Filande e Tessiture Costa nella Como degli anni Cinquanta”, che ha ricostruito il percorso storico-creativo di una delle aziende che hanno contribuito alla diffusione dell’eccellenza comasca in Europa. La manifestazione è stata da noi caldamente sostenuta, dando un supporto alla comunicazione e alla diffusione dell’evento. Si è svolta inoltre il 22 giugno presso la Villa Sucota, una Giornata di Studi “Gli archivi del Tessere- Tessere gli archivi”, dedicata alla conservazione degli archivi tessili e aperta agli operatori tessili, ai proprietari, ai responsabili di archivi, agli appassionati e agli esperti del settore. Su tutto questo troverete una relazione di Lucia Ronchetti in questo stesso numero del “Mondo degli Archivi”.
Nell’ambito della raccolta dei materiali per la costruzione del Portale degli Archivi della Moda, che la Direzione generale per gli Archivi sta portando avanti ai fini dell’inserimento nel Portale generale del Sistema Archivistico Nazionale, l’ANAI sta collaborando con la Direzione per l’implementazione dei dati fornendo materiali documentali relativi all’attività di organizzazione delle varie iniziative del Progetto Archivi della moda del ‘900 e alle interviste a vari soggetti operanti nel settore della moda. Sempre di concerto con la Direzione per gli Archivi, abbiamo anche elaborato e presentato alla società Arcus, nell’ambito delle domande di contributi per iniziative sui beni culturali per l’anno 2010-2011 che si potevano presentare entro l’aprile, una articolata domanda di contributo per tutte le prossime e future attività del Progetto, dai censimenti al Portale, dagli interventi particolari sugli archivi di alcuni importanti stilisti, all’organizzazione del congresso internazionale finale, comprendendo anche un contributo diretto all’ANAI per organizzazione e gestione.
Per quanto riguarda infine le attività future, a Bari, per il giorno 10 settembre 2010, è stato organizzato dalla Soprintendenza Archivistica per la Puglia in collaborazione con la sezione regionale ANAI Puglia, la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia, il Management Organizzativo Direzionale Associato (M. O. D. A) per conto dell’Associazione culturale “Stile Promo-Italia” un Seminario di studi dal titolo “La moda…in archivio” nell’ambito della manifestazione “Moda, Tempo e Memorie nel Design Urbano” (9 – 12 settembre 2010), presso Palazzo Sagges, sede della Soprintendenza. Interverranno Luciano Scala, Direttore Generale per gli Archivi, Isabella Orefice, Presidente ANAI, Ruggero Martinez Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia, Maria Nardella Soprintendente Archivistico per la Puglia, Domenico Ricci di M.O.D.A., docenti universitari, archivisti e operatori del settore moda. I lavori si apriranno con una prima presentazione pubblica del Progetto in Puglia, e si passerà poi a parlare della storia della moda e dei suoi settori produttivi in Puglia e verranno illustrate le fonti della Moda reperite negli archivi non statali da parte dei funzionari della Soprintendenza (M. G. D’Arcangelo, G. Gentile, C. Manchisi, A. Muscedra, M. P. Pontrelli). Verrà infine presentato il volume di Antonella De Lucia Cesare Contegiacomo e l’industria della moda a Putignano. Nell’occasione è previsto l’allestimento di una mostra documentaria.
Il successivo appuntamento è previsto in Campania, a Ischia e Capri dal 27 al 29 settembre, dove la Soprintendenza Archivistica per la Campania sta organizzando nell’ambito del Progetto un convegno e una mostra dal titolo «La creatività sartoriale campana. Abbigliamento maschile e moda mare». La manifestazione intende far conoscere, sotto l’aspetto storico, realtà di un artigianato esclusivo, quello sartoriale, che in molti casi si sono trasformate in attività imprenditoriali, dando vita a marchi conosciuti in tutto il mondo che ancora oggi fanno scuola nel settore della moda. La manifestazione è possibile grazie anche al contributo delle associazioni albergatori Federalberghi Ischia, Federalberghi Capri e alla fattiva collaborazione dell’Associazione Culturale Ixion. Al convegno, che si terrà nei giorni 27 e 28 ad Ischia, porteranno i saluti autorità politiche regionali, i sindaci che ospitano l’evento, rappresentanti della Camera di Commercio e dell’ Unione Industriali, nonché il Direttore Generale per gli Archivi Luciano Scala, il Soprintendente Archivistico Maria Luisa Storchi, il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici Gregorio Angelini e il presidente dell’ANAI Isabella Orefice. Terranno le relazioni, professori universitari, archivisti, esperti del settore e esponenti di note aziende campane (Isaia, Kiton, Marinella, Monetti, Rubinacci). Nel corso della due giorni ischitana, nella splendida sede di Palazzo Reale, gestita dal Ministero della Difesa, sarà inaugurata una mostra nella quale saranno esposti, tra l’altro, manifesti pubblicitari dei Grandi Magazzini Italiani Mele firmati da importanti cartellonisti dell’inizio del secolo scorso, fotografie, documenti e oggetti. Inoltre sarà possibile ammirare una sfilata degli abiti storici di Livio De Simone, famoso stilista-pittore napoletano, conservati dalla figlia Benedetta e sarà proiettato un video con testimonianze di importanti sarti e personaggi che sono stati protagonisti della moda del ‘900. Il convegno si concluderà il 29 settembre a Capri, dove in particolare sarà ricordato l’evento “Mare Moda”(anni 1960-1970), con un’ esposizione, a Palazzo Cerio, di documenti, fotografie, oggetti e abiti, che testimoniano gli anni della famosa manifestazione, in cui saranno anche presentati i capi storici della centenaria boutique La Parisienne di Capri che vanta fra i propri clienti storici molti personaggi famosi.
Ad ottobre, dal 21 al 24, ci si sposterà in Piemonte, a Biella, per il Convegno ed Educational dal titolo “Il tessile biellese: memorie in movimento” organizzato nell’ambito del Progetto dall’ANAI - sezione regionale Piemonte e Valle d’Aosta e dalla Provincia di Biella in collaborazione con l’Unione industriale biellese e la Soprintendenza archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta e con il patrocinio del Comune di Biella e altre istituzioni locali. Come è noto, il distretto tessile laniero – ma in esso si producono anche altri tessuti e cappelli - del Biellese e della Valsesia risale a una tradizione ormai più che secolare ed è stato capace anche negli ultimi lustri di rinnovarsi, puntando su elevati livelli qualitativi, e crescere a dimensioni produttive ragguardevoli fino a competere sui mercati di tutto il mondo. Il progetto più ampio sotteso all’iniziativa si propone di portare alla luce e di valorizzare il patrimonio non solo archivistico (documenti, campionari) giacente presso le aziende, ma anche storico (edifici, macchinari) delle industrie del distretto, del cui valore non sempre queste hanno piena consapevolezza. La base di tale iniziativa è il censimento degli archivi di circa 60 aziende cessate e attive del distretto effettuato su incarico della Soprintendenza, che ha dato risultati molto incoraggianti, anche per la sensibilità crescente da parte degli industriali verso il proprio archivio e per l’incontro con alcune istituzioni come DocBi (Centro Studi di Documentazione Biellese) e Fondazione Sella che contribuiscono a salvaguardare la memoria locale, nonché con la Provincia di Biella, che nel 2010 allestirà un “Centro Rete biellese degli archivi tessili e della moda”. Si tratta di un progetto pilota di creazione di un portale elettronico per raccogliere in rete il patrimonio archivistico del tessile, nato da un’idea delle archiviste dell’ANAI Marinella Bianco e Raffaella Simonetti, che è stato portato avanti dalla Provincia di Biella con una serie di incontri con vari attori del territorio operanti nel settore moda che hanno portato alla definizione di un Protocollo d’Intesa a gennaio 2010 fra le numerose istituzioni statali e locali interessate.
Il convegno è stato strutturato in 2 giornate, come l’educational che è in formula weekend, dedicata alla visita di alcune aziende/museo. L’inaugurazione si terrà il 20 ottobre - ore 17 presso Casa Zegna a Trivero (BI), in uno degli esempi più riusciti di azienda/museo/archivio. La prima giornata (Biella Piazzo, Palazzo Ferrero, 21 ottobre 2010) sarà dedicata ai rapporti tra Biellese e alta moda e, quindi, alla storia di alcune delle principali case produttrici come Zegna, Cerruti 1881, Crespi 1797 Lane Borgosesia, Botto, Barberis Canonico, presentate da archivisti aziendali e dagli stessi imprenditori. La seconda giornata (22 ottobre 2010) illustrerà le specificità storico-imprenditoriali che hanno permesso a quest’area di mantenere e potenziare il suo ruolo di importante distretto tessile e ai progetti territoriali in corso, e sottolineerà anche le potenzialità di progetti culturali come volano dell’economia. L’educational “Tra fabbriche e musei” - promotori dell’iniziativa la Provincia di Biella e la sezione regionale ANAI Piemonte e Valle d’Aosta si svolgerà nel seguente weekend dal 23 al 24 ottobre e sarà dedicato a visite di aziende/museo, come la Fabbrica della Ruota, già lanificio Zignone, nel Comune di Pray Biellese, costruito nel 1878, che oggi è sede del DocBi e ospita il Centro di documentazione dell'industria tessile, costituito da decine di fondi archivistici e da una biblioteca specializzata o di aziende ancora in attività, come il Cappellificio Cervo di Sagliano Micca, e le aziende tessili Crespi 1797, Colombo, Grignasco 1894.
Per quanto riguarda il Lazio, attraverso il lavoro svolto dal Comitato Scientifico organizzativo, si stanno pianificando nell’ambito del Progetto diverse iniziative per i prossimi mesi per fare emergere i risultati delle ricerche negli archivi delle case di moda operanti negli anni cinquanta. Si sta anche progettando di tenere una mostra – convegno sull’oreficeria e i gioielli prodotti a Roma coinvolgendo l’Università degli Orafi di Roma e un altro convegno su “Moda, cinema e teatro a Roma nel ‘900: un patrimonio da salvare” per valorizzare il distretto romano dello spettacolo e dei costumi cine-teatrali, uno dei distretti produttivi legati alla Moda e ai suoi accessori più importanti d’Italia. Nelle iniziative in programma sarà dato anche ampio spazio ai percorsi formativi con l’intenzione (che forse è ancora un sogno) di portare avanti il settore della formazione di archivisti e documentalisti del settore Moda, come ci eravamo ripromessi all’inizio del Progetto.
Nelle diverse regioni proseguono attivamente i censimenti delle fonti sulla Moda del ‘900 da parte delle Soprintendenze e si moltiplicano i rapporti e le occasioni di conoscenza e valorizzazione che nascono dall’incontro fra gli archivisti e gli operatori del settore della Moda in tutte le sue estese ramificazioni. Sono altresì in corso di preparazione da parte della nostra Associazione altre iniziative seminariali e di studio che registrano un grande interesse degli operatori e di istituzioni culturali e pubbliche per il tema, ancora in uno stadio troppo iniziale per poterne riferire adeguatamente, ma che certamente promettono ulteriori proficue realizzazioni del Progetto sugli archivi della Moda del ‘900. Il Progetto e la sua idea-chiave, a circa due anni dal suo primo avvio, quando ancora sembrava una problematica sfida di pochi archivisti a un mondo affascinante ma sconosciuto e apparentemente lontano, sta insomma dimostrando una grande vitalità e una capacità di ulteriore sviluppo con un crescendo di nuove adesioni e proposte, che non finisce di stupire anche chi lo ha fatto nascere.
* Presidente dell'Associazione Nazionale Archivistica Italiana |
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