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Alberi genealogici, processi e sovversivi
![]() Nel secondo semestre del 2010, l’Archivio di Stato di Bologna ha aperto al grande pubblico le porte dei suoi locali, situati nel cuore della città e nella sede dell’antico convento dei Celestini, per una serie di visite guidate e manifestazioni che hanno l’intento di far conoscere e apprezzare il prezioso patrimonio conservato.
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio si è aperta, nella sala della biblioteca, la mostra “L’albero delle vite. Alberi genealogici dagli archivi delle famiglie nobili bolognesi”: quadri, manoscritti miniati, incisioni, onoreficenze e sigilli per illustrare la cultura genealogica custodita dagli archivi delle grandi famiglie. Subito dopo, per la Festa Internazionale della Storia di Bologna, è stata inaugurata un’altra esposizione di oggetti e documenti, relativa a un famoso processo di fine Settecento: “L’audace furto al Sacro Monte, ovvero l’amaro caso del conte Lucchini”, su una vicenda nota e leggendaria in città, accompagnata anche da due conferenze e da una recita di burattini intitolata “Il conte Ladro”. Infine, anche la documentazione contemporanea ha trovato ampia illustrazione nel convegno svoltosi il 22 ottobre: “Male qualità. Controllo di polizia e azione giudiziaria fra Otto e Novecento nelle carte dell’Archivio di Stato di Bologna” a cui hanno partecipato, fra gli altri, Giovanna Tosatti, Salvatore Alongi, Carmela Binchi, Linda Giuva. |
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