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A rischio la conservazione del materiale archivistico ad Urbino
![]() Gentile Redazione Anai, propongo alla vostra attenzione il problema della situazione degli archivi comunali soprattutto quelli riguardanti l'ottocento e il novecento a Urbino. E' stata prodotta una ricerca sufficientemente dettagliata per rappresentare la "drammaticità" del problema conservazione del materiale archivistico pubblico e l'inconcludenza degli enti (per primo il Comune) che si sono occupati della ricerca della sede per l'archivio di Stato dal 1994 ad oggi, mentre è stata spesa, senza risultati, una somma ingente di danaro pubblico. La ricostruzione dei fatti serve a capire la gravità del problema ma soprattutto, nelle intenzioni degli estensori, costituisce un impulso a voltare pagina per arrivare, in modo serio, ponderato e nel massimo rigore e trasparenza, alla realizzazione di quello che è stato chiamato il polo archivistico territoriale (per ora solo uno spot) in cui accorpare l'archivio di Stato, gli archivi comunali, gli archivi di tutti gli enti della città ed anche quelli privati di interesse pubblico e poi quelli territoriali. Esiste l'ipotesi di destinazione di un manufatto (il cosiddetto Orto dell'Abbondanza ex stalla ducale di Federico da Montefeltro costruita da Francesco di Giorgio) recentemente restaurato su progetto di Giancarlo De Carlo che per 3000 mq potrebbe ben ospitare il polo previa verifica da parte dei massimi competenti del settore. Questo manufatto è proprietà del Comune ed il restauro è stato curato dal Ministero beni culturali con i fondi del lotto. Il Comune non ha mai deciso come impiegare quegli spazi spropositati per qualsiasi iniziativa solo locale (15.000 abitanti) né probabilmente avrebbe la forza economica e le risorse intellettuali per gestirli. Occorre tuttavia che qualcuno faccia il primo passo e che, magari, la direzione generale per gli archivi si metta in contatto con il Comune per trovare una soluzione rapida, sicura, efficiente, trasparente. Magari, previe adeguate informazioni, la soluzione potrebbe e dovrebbe essere proposta alla discussione della città e sicuramente al Consiglio comunale. Insomma occorre uscire da una sorta di congiura del silenzio e dall'idea di rimuovere la stessa consistenza del problema come sembra facciano i responsabili attuali dell'Amministrazione comunale.
Chi vi scrive è il firmatario (assieme allo storico e docente universitario Ermanno Torrico) del documento allegato. Nella premessa specifichiamo i nostri obiettivi che hanno consistenza civica e culturale e nessun'altra motivazione. Nella ricostruzione della vicenda ci siamo imbattuti in diverse anomalie che non nascondiamo proprio perché contestualmente chiediamo a tutti trasparenza ma non ci appropriamo di alcun altro eventuale diritto/dovere di controllo e giudizio. Sperando nella vostra attenzione, porgiamo cordiali saluti. Francesco Colocci ed Ermanno Torrico |
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