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LA MEMORIA AUDIO - VISIVA: uso dei materiali filmici e sonori per la formazione universitaria e specialistica
![]() La Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico ha voluto realizzare, dopo il successo della prima fase dell’iniziativa “la Memoria visiva di chi pensa e crea. L’importanza della sua conservazione”, lo sviluppo di tale progetto. E’ stata avviata nel 2008, una nuova iniziativa, intitolata “La memoria audio-visiva: uso dei materiali filmici e sonori per la formazione universitaria e specialistica”. Anche per questa seconda fase il Presidente Giorgio Napolitano ha concesso l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, mentre la Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali e il Diritto d’autore, nonché la Direzione Generale per gli Archivi hanno dato i loro patrocini, insieme al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Questa nuova fase di indagine e ricerca si è articolata, dopo numerose interviste e testimonianze, in una serie di appuntamenti dedicati ciascuno a un ambito del vasto settore della formazione, dove sono stati sviluppati soprattutto i temi dell’educazione all’immagine. Accanto a ciò sono stati scandagliate le problematiche relative alla conservazione e alla raccolta dei documenti sonori e filmici, di fiction e non, dell’accesso ad essi ai fini di una maggiore diffusione e della realizzazione di progetti educativi nelle scuole e nelle università; l’attenzione è stata quindi rivolta al tema della produzione di documentazione filmica e sonora a scopi didattici e alle esperienze di uso e riuso di tali fonti, soprattutto dei materiali d’archivio, quali utili strumenti conoscitivi della storia e della realtà, attraverso una maggiore familiarità con il loro linguaggio. A tali scopi sono state coinvolte personalità del mondo della cultura, insegnanti, docenti universitari, storici, critici, registi, filmmaker, scrittori e artisti, che si sono occupati e si occupano in particolare di tali temi. Fondamentali sono stati anche i contributi degli esperti nel settore della raccolta, conservazione e valorizzazione dei giacimenti filmici. L’inchiesta, in questo caso, è stata mirata in primo luogo a focalizzare come e quanta pratica di uso e riuso dei materiali audio-visivi viene svolta in ambito universitario e specialistico, quindi all’individuazione di quelle strutture di conservazione e valorizzazione dei materiali audiovisivi d’archivio che mettano abitualmente a disposizione delle scuole e delle università, attraverso progetti specifici di formazione ed educazione all’immagine, i patrimoni conservati. Uno degli obiettivi è stato quello di scandagliare le metodologie in uso per la produzione, raccolta e valorizzazione di tali fonti, le motivazioni creative e al tempo stesso etiche, civili, culturali alla base di tale impegno (da parte di registi, filmmaker, studiosi e conservatori di patrimoni), così come le finalità e le modalità di diffusione. Si è indagato quindi l’uso concreto della documentazione filmica e sonora nelle sue diverse modalità, finalità, metodologie, ovvero l’uso di tali documenti/strumenti conoscitivi della realtà, in settori disciplinari differenti (storia, antropologia, sociologia, letteratura, scienza, arte, architettura e urbanistica, medicina …). I soggetti principalmente interpellati sono stati in questo caso conservatori/diffusori dei patrimoni audio-visivi, insegnanti, docenti universitari, letterati ed artisti che utilizzano queste fonti nel lavoro didattico e di formazione che svolgono. Ai fini dell’inchiesta, sono stati messi a punto due questionari rivolti l’uno ai docenti e l’altro ai conservatori/fornitori di materiali d’archivio. I risultati della ricognizione sono stati organizzati nuovamente in un Dossier complessivo, che alleghiamo in fondo all’articolo. Scarica il file ALLEGATOdossier.pdf |
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