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L'archivio del pittore perugino Gustavo Benucci

Gianluca Pistelli

in n. 1/2011
Nell'ambito del censimento degli archivi di artisti umbri è stato visionato alla fine del 2010, e attualmente in corso di notifica, il fondo archivistico del pittore perugino Gustavo Benucci (1927- 1991), un protagonista dell'arte umbra della seconda metà del Novecento, un artista di grande rilievo che ci ha lasciato, oltre le opere, un archivio personale molto interessante.
Gustavo Benucci, dopo una breve formazione in ambito romano, con la frequentazione degli studi di Giovanni Omiccioli e Mario Mafai, tiene la sua prima mostra a Perugia, nel 1947, presentata da Gerardo Dottori. Nel 1950 partecipa alla XXV Biennale di Venezia e l'anno successivo è invitato alla VI Quadriennale d'Arte di Roma. Dal 1953 al 1976 è stato insegnante presso l'Istituto statale d'arte di Perugia continuando la sua attività di pittore con numerose mostre in Italia, l'ultima delle quali, una grande antologica, nel 1986, presso la Rocca Paolina di Perugia.
L'archivio, con estremi cronologici che vanno dal 1938 al 1992, conservato a Perugia nella Galleria di arte contemporanea Ar.Co, non è riordinato ma è ben tenuto e dotato di un elenco di consistenza redatto dallo scrivente. Complessivamente la consistenza è di 57 pezzi, che includono anche quaderni e album con schizzi, bozzetti, disegni e progetti architettonici, oltre a diari manoscritti, articoli sull'arte, note critiche, lettere e numerose fotografie di opere e di mostre.

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