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Pergamene inedite del Tabulario dell'Abbazia basiliana di S. Maria della Grotta (secc. XII-XVI)

Elena Montagno Cappuccinello

in n. 1/2011
Nel 1868 Salvatore Cusa pubblica una pergamena araba del 1112 riguardante un contratto di vendida di un fondo, in territorio palermitano, detto della “Favara” dove crescevano canne persiane.
Di quella pergamena da allora si persero le tracce ... sino al giorno in cui, alla Biblioteca “Liciniana” del Comune di Termini Imerese in provincia di Palermo, un’accorta e sensibile collaboratrice bibliotecaria, Tania Messineo, segnalò all'attenzione del nuovo direttore della Biblioteca, Claudia Raimondo, un faldone, al cui interno potevano trovarsi documenti di sicura rilevanza storica.
Sono così riemersi dall'oblio di oltre un secolo, oltre alla pergamena araba studiata dal Cusa, 24 documenti pergamenacei (14 in latino e 10 in lingua greca) e diversi documenti cartacei, la cui importanza consentirà di aprire nuovi scenari e nuove prospettive di discussione, di confronto e di dibattito, tra studiosi, ricercatori, storici e tra gli archivisti che vorranno ripercorrere il misterioso cammino di quelle carte da Palermo a Termini Imerese.
Le pergamene hanno avuto il loro primo momento di celebrità lo scorso 23 febbraio, nel corso di una manifestazione presso la Sala Gialla dell'Assemblea Regionale Siciliana e di cui si è già parlato nel numero 1-2/2010 del Notiziario.
Mentre nel precedente evento non era stato possibile esporre la documentazione ritrovata, questa volta, sia le pergamene sia parte del materiale cartaceo, hanno avuto la visibilità e la notorietà che meritavano. Nei locali della Biblioteca, infatti, dal 16 novembre 2010, sono state riccamente allestite alcune bacheche, dove, adagiate su broccati di seta gialla, risaltavano le pergamene e le carte, il cui perfetto stato di conservazione ha positivamente colpito e stupito i visitatori, ma anche chi, più avvezzo alla conoscenza e allo studio delle carte, spesso si ritrova a dover toccare con diffidenza supporti pieni di muffe e altri organismi organici.
La mostra è stata curata dall'amministrazione comunale di Termini Imerese e dalla Soprintendenza Archivistica per la Sicilia; ad entrambe va anche il merito di avere organizzato una breve ma altamente scientifica, per la presenza delle personalità intervenute, conferenza.
I saluti inaugurali sono stati rivolti dai rappresentanti di quelle Istituzioni che hanno manifestato massima cura ed attenzione nei confronti di un bene che, una volta ritrovato, così come profusamente ribadito dai presenti, ora più che mai deve essere protetto, vigilato e tutelato, ovvero dal: Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per gli Archivi -, nella persona di Aldo Sparti che, nel corso dell'evento, ha anche illustrato il progetto di valorizzazione delle pergamene attraverso il Portale, da lui diretto e coordinato, dell'Archivio Storico Multimediale del Mediterraneo; dalla Soprintendenza Archivistica per la Sicilia, nelle persone di Maria Luisa Storchi, attuale Soprintendente Archivistico e in quella di chi ha materialmente accolto e promosso il ritrovamento, l'allora Soprintendente Archivistico per la Sicilia, Giuseppina Giordano; dall'assessore alla Cultura del Comune di Termini Imerese, Angela Campagna; dalla direttrice della Biblioteca Liciniana, Claudia Raimondo; dal Sindaco del Comune di Termini Imerese, Salvatore Burrafato; e dalla Provincia regionale di Palermo.
Per la parte scientifica dell'evento sono intervenuti i professori universitari: Vera von Falkenhausen, dell'Università “Tor Vergata” di Roma, e Horst Enzensberger, dell'Università tedesca di Bamberg, che hanno illustrato il lavoro filologico da essi condotto l'uno sulle pergamene latine, l'altra su quelle greche.
La ricostruzione storica del ritrovamento e le varie ipotesi sul perché della loro presenza in territorio termitano sono state ampiamente profuse da Mario Basile, della Soprintendenza Archivistica per la Sicilia.
La manifestazione si è svolta grazie anche al contributo dell'Associazione di Volontariato per i Beni Culturali Sikelia Onlus.
In un momento di grave crisi in cui versa oggi il territorio di Termini Imerese, a causa della paventata e prossima chiusura dello stabilimento Fiat, deve farci riflettere come oggi il bene culturale in senso lato possa essere volano della nostra economia e di come il fortuito ritrovamento di queste pergamene nello specifico potrebbe essere il trampolino di lancio per l'immagine di un territorio così a lungo dimenticato, come le pergamene.
 

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