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L’ Archivio dei Movimenti di Genova

Domenico Letizia

in n. 1/2011

 A Genova è presente un Archivio davvero particolare, che custodisce la storia e la memoria del movimentismo presente a Genova e in Liguria negli anni della grande contestazione. Paola De Ferrari è tra le animatrici dell’ archivio e in breve ci racconta come sia nato il progetto:

 
“Intorno al 2009 si sono re-incontrati alcuni amici e amiche, che avevano in comune l’attività politica nel movimento del ’68 e degli anni seguenti. Quasi tutti avevano conservato memorie documentarie di quei periodi. È emerso e si è consolidato subito il desiderio di dare vita a un luogo, e a una attività di raccolta e di conservazione comune di tutti quei documenti. Alcuni del gruppo avevano anche, nel corso degli anni, ricevuto in dono o in custodia materiali di altre persone, e ognuno aveva informazioni di ‘giacimenti’ custoditi, con sempre maggiore fatica, in case, cantine, garage di altri amici e compagni” .

 Per dar vita al progetto il gruppo si costituì in un’ Associazione per un archivio dei movimenti nata a Genova nel marzo 2009. L’Associazione, oltre a censire, raccogliere e archiviare il patrimonio documentario, ne favorisce la conoscenza con attività di studio, ricerca e valorizzazione culturale. Nell’estate 2010, dopo un accordo con il Comune e la Biblioteca Berio, è iniziato ad arrivare il materiale composto da opuscoli, riviste, periodici, volantini, manifesti ecc.. Alcuni fondi erano già catalogati, altri sono attualmente in fase di catalogazione. Il materiale conservato è molto vario con spunti di ricerca davvero particolareggiata, come il materiale del Centro Sociale Emiliano Zapata e i documenti che riguardano un’importante lotta contro la direzione dell’Ospedale Psichiatrico di Vercelli, che ancora nei primi anni ’70 gestiva l’ospedale secondo la concezione segregante e punitiva, attraverso metodi autoritari e repressivi sia nei confronti dei pazienti che dei collaboratori, medici e infermieri. Materiali, questi ultimi, raccolti grazie a Maria Pia Conte.

L’Archivio, che ha in mente una serie di progetti rivolti alla cultura e alla conservazione della memoria storica soprattutto quella degli anni del “cambiamento”, ove ancora molto deve essere detto e scritto, ove ancora troppi misteri non hanno risposta, si propone quale luogo di dibattito e di studio, per approfondire la storia di un fenomeno storico complesso, che in Italia è durato molto più che negli altri paesi, per cui è necessario avere a disposizione e consultare una pluralità di fonti diverse. Tutti sono invitati a collaborare, anche con un contributo economico.
Per ulteriori informazioni, potete visitare il sito dell’archivio: www.archiviomovimenti.org

Fondazione Ansaldo