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L’inventario dell’archivio Craxi

Ornella Stellavato

in n. 1/2011

 Le carte di Bettino Craxi sono conservate dalla Fondazione creata nel 2000 subito dopo la sua morte per iniziativa della figlia Stefania. Prima del riordinamento la documentazione risultava frammentata in raggruppamenti di diversa provenienza: una parte era costituita dai faldoni originari formatisi nella sede nazionale del Partito socialista italiano; un’altra proveniente dallo storico ufficio di piazza Duomo a Milano; un’altra prodotta nell’ufficio di via Boezio a Roma, utilizzato da Craxi come sede della sua segreteria dopo le sue dimissioni dal partito nel 1993 e poi durante la permanenza in Tunisia; vi erano, infine, i documenti di Hammamet e altri (in maggioranza fogli sciolti) di difficile identificazione. 

Il gruppo di archivisti della società Memoria di Roma, che nel 2004 ha iniziato il lavoro di riordinamento e schedatura, si è trovato quindi di fronte ad una notevole complessità documentaria, cui si è aggiunta in corso d’opera la documentazione sequestrata nel 1995 dall’autorità giudiziaria nell’ufficio di via Boezio e restituita alla Fondazione.

 

La schedatura, su richiesta della Fondazione stessa, è partita dalla descrizione dei singoli documenti, scelta che, consentendo una conoscenza approfondita delle carte, si è rivelata utile nel complesso lavoro di riordinamento. Quest’ultimo è stato effettuato rispettando le serie storicamente costituite dalle diverse segreterie che hanno supportato il lavoro del leader politico, integrandole con le partizioni legate all’attività del soggetto produttore nel momento di produzione dei documenti.

Le carte sono state quindi suddivise in quattro sezioni: attività di partito, attività istituzionale, attività del periodo 1994-2000, carte personali. La prima, il nucleo documentario maggiore dell’archivio, raccoglie i documenti riconducibili all’attività politica svolta da Craxi nel Partito socialista dal 1960 al 1994 (ma sono purtroppo pochi i documenti antecedenti al 1974); la seconda testimonia l’attività dal 1968 al 1994 in qualità di deputato, di presidente del Consiglio dei ministri, di parlamentare europeo, e di rappresentante personale del segretario generale dell’Onu Perez de Cuéllar per i problemi del debito dei paesi in via di sviluppo e poi di consigliere speciale per i problemi dello sviluppo, della pace e della sicurezza; la terza sezione organizza le carte relative agli anni trascorsi a Hammamet, durante i quali Craxi fu particolarmente attivo nella difesa dalle accuse mossegli dai magistrati; la quarta, e meno consistente, infine, è costituita dalle carte inerenti alla vita privata di Craxi.
Il lavoro, che è terminato nel 2007 con una prima pubblicazione on line del fondo sia sul sito dell’Archivio storico del Senato (www.archivionline.senato.it), che su quello della rete Archivi del Novecento, promossa dal Consorzio Baicr (www.archividelnovecento.it), ha visto coinvolti stabilmente, coordinati da Leonardo Musci, Emanuela Fiorletta, Lucia Petese, Angelina Procaccia e Cristina Saggioro, e per periodi limitati Sabrina Auricchio, Pierpaolo Caputo, Roberta Rampa e Arianna Terzi.
Alla fine del 2008 è uscito l’inventario a stampa, a cura di Leonardo Musci, Emanuela Fiorletta e Cristina Saggioro, responsabili della parte archivistica, mentre la Fondazione, nella persona della scomparsa Giuliana Volpi, ha gestito gli scritti introduttivi. In occasione di questo lavoro è stata fatta una parziale revisione dell’ordinamento alla luce di nuove acquisizioni.
Successivamente, è stato schedato (e pubblicato sugli stessi siti prima citati) l’archivio fotografico, mentre è in corso di revisione la schedatura dell’archivio video, sempre a cura della società Memoria.
 

Fondazione Ansaldo