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LEO NEPPI MODONA Barbari nel secolo XX. Cronaca familiare (settembre 1938 - febbraio 1944), a cura di Caterina Del Vivo e Lionella Neppi Modona Viterbo, Aska, Firenze 2010
Maria Procino |
in n. 1/2011 |
 “E le giornate passavano lente e tranquille, l’uva incominciava ad ingrossare e sotto il mondo cominciava a fermentare per la prossima guerra, gli uomini erano nervosi e i loro occhi capivano che qualcosa succedeva nei governi e nei regni, pensavano ad una guerra inevitabile e trasalivano pensando al terrore di quella guerra cui avrebbero contribuito insieme cielo, terra, acqua, aria, uomo contro uomo, insidia contro insidia” (p. 34).
Impressiona la maturità dello stile di questo diario se si pensa che è stato scritto da un ragazzino tra i 6 e i 10 anni, in età infantile e pre-adolescenziale dunque. Ma il dolore e le esperienze che si è costretti a volte a vivere fanno maturare in fretta, solo così un bambino riesce a difendersi dalla paura che si sente nell’aria, dall’impotenza indefinibile di fronte a ciò che sta mutando. All’improvviso Leo e la sorellina Lionella, non capiscono perché, perché i bambini vengono allontanati dalla tavola, perché la cuoca va via, perché gli adulti hanno l’inquietudine stampata sui volti silenziosi. Barbari nel XX secolo racconta gli eventi quotidiani di una famiglia ebrea negli anni delle leggi razziali e dell’arrivo della guerra. Il volume è stato realizzato da Caterina Del Vivo, responsabile dell’Archivio storico del Gabinetto Vieusseux e da Lionella Neppi Modona Viterbo; l’una ne ha curato la parte filologica e redazionale, oltre alla premessa; l’altra la trascrizione e le informazioni su tutti i personaggi che vivono in questo diario e dei quali Leo racconta in terza persona, chiamando se stesso Andrea e la sorellina, Milena. Ancora prima di tuffarci nella lettura del diario, la bella nota di Caterina Del Vivo ci introduce nel contenuto del manoscritto e nell’atmosfera di quel tempo. Nato a Firenze il 5 luglio 1932 Leo Neppi Modona, si laurea in lettere moderne nel 1958 e nel 1963 insegna lingua francese presso l’Università di Cagliari. Gli anni della tragedia vissuta, lo segneranno nel corpo e nell’anima per tutta la sua breve vita: muore infatti a soli 54 anni il 26 agosto 1986. Storico e letterato è anche bibliofilo appassionato, trasferisce nel capoluogo sardo la sua biblioteca donandola poi al comune: con i suoi 8000 volumi la biblioteca rappresenta oggi un prezioso patrimonio messo a disposizione del pubblico. L’archivio personale è invece conservato a Firenze, donato dalla sorella Lionella al Centro Romantico del Gabinetto Vieusseux. Il volume è arricchito dalle note introduttive della Del Vivo e della Neppi Modona Viterbo e da vari contributi: l’introduzione scritta da Roberto Vigevani amico e parente di Leo; un apparato iconografico che mostra Leo, la sua famiglia e pagine del testo originale e di alcune lettere scritte dal piccolo nel 1942; un epilogo scritto da Lionella che raccoglie alcune straordinarie riflessioni che Leo scrisse nel 1948 e un’appendice in cui vengono sciolti i nomi fittizi a cui ricorre Leo nel suo racconto. Un profilo biografico redatto da Enrico Sartoni; la testimonianza di Maurizio Bossi responsabile del Centro Romantico, concludono il testo.
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