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Maria Cristina Brunati, Maria Luisa Barletta, Edizione NodoLibri, Como 2010
![]() A Maria Luisa Barletta è dedicato il primo volumetto che l’Azienda di Servizi alla Persona Golgi Redaelli, attuale erede dei Luoghi Pii Elemosinieri di Milano e del loro patrimonio storico artistico e della secolare tradizione assistenziale, ha pubblicato, inaugurando una collana editoriale dedicata alla ricostruzione dei profili biografici dei benefattori. Maria Luisa è una persona comune, una impiegata di origini pugliesi, vissuta a Milano , figlia di quella immigrazione italiana che interessò gli anni del Ventennio. Nasce nel 1921, il padre è un avvocato e procuratore legale che insieme alla moglie si sposta ben presto in Lombardia.
Una famiglia normale, serena, quella di Luisa e delle sue due sorelle che viene però travolta dagli avvenimenti: la morte del padre infatti cambia la situazione economia dei Barletta e cancella i sogni delle ragazze. Anni duri, privazioni, sacrifici, abbandono degli studi; la guerra peggiora le cose. Ma le quattro donne non demordono e continuano ad andare avanti. Maria Luisa accetta un impiego come stenodattilografa e viene poi assunta nel gruppo Le Petit per il quale lavora trent’anni fino alla pensione nel 1976. Maria Luisa si sposa e divorzia, è una donna curiosa, dinamica, ama i viaggi e prende parte a vari tour: Londra, Kenia e persino il Circolo polare artico. Poi si ferma: la madre ha bisogno di cure, ed è proprio questo che l’avvicina ad un altro viaggio, quello del volontariato, l’assistenza alle persone più deboli, a quelle troppo spesso dimenticate e la sua scelta cadde sull’istituto di piazza delle Bande Nere. Maria Luisa muore a gennaio 2006 a quasi 85 anni, lasciando tutto quello che possiede all’Istituto Geriatrico Redaelli di Milano.
Il suo archivio personale viene pazientemente ordinato e inventariato da Maria Cristina Brunati e oggi fa parte dell’Archivio dei Luoghi Pii Elemosinieri. Il volumetto ricostruisce la biografia della donna attraverso le testimonianze di chi l’ha conosciuta, ma soprattutto attraverso i documenti del suo archivio: lettere, foto, carte private che ci rimandano brevemente la storia di una donna italiana come tante, schiva e riservata, che vive con grande dignità e semplicità la sua vita, senza clamori, ma capace di scelte straordinarie come lo è il volontariato, una di quelle donne che portano avanti il nostro Paese.
Il volumetto, corredato da fotografie che ripercorrono la vita della Barletta, può essere richiesto direttamente a: beniculturali@golgiredaelli.it e scaricato in formato PDF dal sito dell'ASP "Golgi-Redaelli", alla pagina: http://www.golgiredaelli.it/?q=node/150. |
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