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La memoria prende forma. Inventari dell’Archivio Storico ASCI 1916/1974 e dell’Archivio Storico AGI 1944/1974
![]() Lo scorso 21 febbraio è stata presentata presso la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” l’edizione degli inventari degli archivi storici dell’Associazione scoutistica cattolica italiana (Asci), e dell’Associazione guide italiane (Agi). Un momento importante nell’iter di tutela e valorizzazione della memoria dello scautismo e del guidismo cattolici italiani, intrapreso dall’Associazione guide e scouts cattolici italiani (Agesci) nel 1997 con la realizzazione del catalogo della biblioteca ed emeroteca Agesci e accelerato in modo significativo nel 1999 dalla dichiarazione della Soprintendenza archivistica per il Lazio secondo la quale l’archivio dell’ente è “di notevole interesse storico”. Un passaggio fondamentale nella storia dell’Agesci perché alla consapevolezza, progressivamente maturata, che l’esperienza dello scautismo cattolico italiano è parte di una storia più ampia – si pensi al ruolo dei movimenti giovanili ecclesiali nella storia del Novecento, al loro rapporto con la Chiesa italiana, ma anche con lo Stato e la società civile – si affianca ora una riflessione sulle modalità di archiviazione dei documenti utilizzate fino a quel momento. Ripensamento che fa emergere la necessità di un approccio più ‘professionale’ alla conservazione della ricca documentazione dell’Agesci (carte e fotografie, film, oggetti vari, segni e distintivi), anche alla luce delle innovazioni offerte dalle nuove tecnologie.
È questo l’humus fecondo nel quale nasce il “Progetto Memoria”, per la valorizzazione delle testimonianze conservate dall’ente, che riceve una spinta significativa dal finanziamento erogato, nel 2007, dalla Presidenza del Consiglio dei ministri sui fondi "8 per mille".
Il primo intento, come ricorda negli scritti introduttivi al volume Michele Pandolfelli (incaricato nazionale Agesci alla documentazione), è stato quello di partire dalla sistemazione definitiva delle carte delle due associazioni storiche che fondendosi dettero vita all'Agesci nel 1974. I fondi dell'Asci e dell'Agi avevano subito una dispersione, finendo per essere conservati in parte a Roma, presso il Centro Documentazione Agesci e in parte a Genova, presso il Centro Studi "Mario Mazza"; entrambi i soggetti conservatori avevano proceduto a una parziale inventariazione del posseduto.
Tra il 2007 e il 2009 un gruppo di archivisti della società “Memoria” di Roma (Raffaella Crociani, Cristina Saggioro, Vincenzo Reale e Nicolina Zeoli, con la supervisione di Leonardo Musci) hanno ordinato i due fondi, finalmente ricomposti nella sede romana, realizzando una schedatura analitica a livello del fascicolo.
Le carte Asci documentano sia il primo periodo, 1916-1928, sia quello dello scautismo clandestino, 1928-1944 (a seguito dello scioglimento dell'associazione imposto dal Fascismo), e in ultimo quello della cosiddetta “seconda Asci”, 1944-1974; la consistenza generale è di 3.878 unità tra fascicoli e registri (203 buste).
Le carte Agi coprono tutta la vita dell'associazione fin dalla sua nascita, nel 1944; la consistenza generale è di 3.047 unità tra fascicoli e registri (174 buste). I fondi sono articolati rispettando le strutture statutarie, le tradizionali partizioni organizzative scout nella cura dei ragazzi delle diverse fasce d'età e infine le suddivisioni funzionali delle associazioni per settori di competenza. Particolarmente consistente è la sezione relativa ai censimenti delle unità scout, ma si può affermare che, pur con le fisiologiche lacune, i fondi documentino integralmente sia l'elaborazione interna del metodo e la sua pratica, sia i rapporti interassociativi e con l'esterno. Molto interessanti le carte degli assistenti ecclesiastici addetti per statuto alle due associazioni.
Entrambi gli inventari comprendono alcuni piccoli fondi personali di protagonisti della storia dello scautismo e del guidismo italiani (per un totale di 148 fascicoli); altri, donati in tempi recenti, sono in attesa di inventariazione. Il lavoro archivistico è stato accompagnato da un investimento interno sulle strutture edilizie e sul materiale di scaffalatura, mirato ad accogliere sia gli archivi Aci e Agi che quello dell'Agesci. Il progetto ha permesso infatti di estendere l'opera di ordinamento e inventariazione a tutte le carte Agesci fino all'anno 2000, mentre è in cantiere la sistemazione degli archivi fotografici (di cui è stata prodotta una prima inventariazione parziale) e della cineteca storica. Operazione che ha richiesto nuovi impegni da parte dell’Agesci, soprattutto per un intervento di digitalizzazione delle carte e delle fotografie, escluso dal finanziamento del 2007. L'Agesci ha aderito alla rete Archivi del Novecento, dove è possibile consultare ora gli inventari dei due fondi Asci e Agi (si veda il link presente nella pagina http://www.archividelnovecento.it/site/agesci.html). Questa scelta è non solo un mezzo per favorirne la fruizione, anche da parte di quanti studino il pensiero pedagogico italiano e straniero, ma, come sottolinea Donato Tamblé in uno degli scritti introduttivi ai volumi, è espressione di quello «spirito di servizio, tipicamente scoutistico e di grande sensibilità, alla ricerca, alla conoscenza, ai cittadini, al Paese». |
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