|
Fiori del Parnaso. Ritratti di artisti della scena reggiana. Parte II
In occasione della XII Settimana della cultura, promossa come ogni anno dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, presso l'Archivio di Stato si è conclusa la mostra dedicata agli artisti, che si sono esibiti nei teatri di Reggio dalla fine del sec. XVIII alla IIª metà del sec. XIX. Sono stati messi in esposizione numerosi ritratti (per lo più litografie), di attori, ballerini, cantanti di opera seria e comica, provenienti dall'archivio della famiglia Vivi, alla quale fu affidato, per quasi tutto il 1800, l'ufficio di cassieri del Teatro municipale.
La maggior parte di cantanti, ballerini e attori raffigurati erano delle vere celebrità dell'epoca, e quasi tutti calcarono le scene del teatro Municipale. I nomi di alcuni di essi sono conosciuri ancora oggi; tale è il caso, ad esempio, di Giuditta Pasta, per la quale Bellini scrisse la Norma, Rossini Il viaggio a Reims e Donizetti l'Anna Bolena. La celebrità di Carolina Ungher è addirittura testimoniata dal busto marmoreo che le venne dedicato in occasione delle sue esibizioni reggiane (1837-1838), unitamente alle rime apologetiche di Viani, Peretti e Cagnoli.
Alla reggiana Rosalinda Silva (nata Grossi) Cagnoli dedicò un componimento; purtroppo la sua vita si interruppe prematuramente nel 1804, quando la cantante aveva solo 27 anni, a causa del tifo contratto a Venezia, e fu seppellita nella chiesa di S. Teresa.
Il triste destino di Ferdinando Walpot sembra già potersi leggere nel suo malinconico ritratto: il celebre ballerino morì in giovanissima età; la sua esangue figura contrasta con l'aspetto sanguigno e vigoroso dei giovani e quasi irriconoscibili Verdi e Rossini.
Come nella scorsa edizione della mostra l'elemento di curiosità era rappresentato da Miss Ella Guillaume, la cavallerizza di cui non si dava per certo il sesso, quest'anno è stato possibile vedere il ritratto di Tom Pouce, il presunto nano, famoso presso le corti europee, di cui ‘i bene informati’ dicevano che fosse semplicemente un bambino di cinque anni spacciato per fenomeno "da baraccone".
Questi e molti altri ancora sono gli artisti e compositori di cui si sono esposti i ritratti. Anche quest'anno la mostra è stata corredata da un catalogo che, oltre a offrire una sintesi sulla storia del teatro Municipale e delle sue stagioni, contiene le note artistiche e biografiche di tutti i personaggi esposti.
. |
|||