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“… e poi non rimase nessuno”. Un bilancio e uno sguardo al futuro

Direttivo ANAI

in n. 3/2011
A tutti coloro che sono stati a fianco dell’ANAI nelle giornate dedicate agli “Archivi e archivisti nella crisi italiana”, 12-15 ottobre 2011, contribuendo al raggiungimento di importanti risultati va il nostro grandissimo grazie. Un ringraziamento particolare alle tre associazioni di storici: SISMED (Società Italiana degli Storici Medievisti), SISEM (Società Italiana per la Storia dell’Età Moderna) e SISSCO (Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea), che hanno voluto che questa manifestazione si facesse. Gli storici sono i primi utenti degli archivi: senza la possibilità di accedere ai documenti, il senso stesso del loro lavoro, la ricostruzione e l’interpretazione del passato, viene meno, non può più essere realizzato. Per questo, dopo che negli ultimi anni hanno visto peggiorare gravemente le condizioni di accesso alle carte e la possibilità di fare ricerca, sono stati promotori e appassionati sostenitori dell’iniziativa. Altrettanto importante è stato il sostegno offerto dai colleghi dell’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) e dell’ICOM (International Council of Museums - Comitato Nazionale Italiano). Con le associazioni dei bibliotecari e degli operatori dei musei, l’ANAI ha già da tempo avviato un dialogo e una collaborazione stabile per condurre una riflessione comune sulle condizioni in cui si trovano a operare i professionisti della gestione del patrimonio culturale, nei nuovi scenari tecnologici, sociali ed economici che si stanno defi nendo in un’epoca di profonde trasformazioni.
Anche se già citate, ci sembra doveroso, ringraziare ancora tutte quella persone e realtà istituzionali e associative che hanno voluto dare il loro sostegno all’iniziativa. Tra questi un particolare ringraziamento al complesso musicale degli Yo Yo Mundi, che ha messo a disposizione il brano “Ho visto cose che…” come colonna sonora della manifestazione. Da ultimo (ultimo solo per dovere di ospitalità), un grazie a tutti gli archivisti iscritti e non iscritti all’ANAI: dai libero professionisti (che lavorano in condizioni sempre più diffi cili) ai direttori, funzionari e dipendenti degli Archivi di Stato e della Soprintendenze Archivistiche (ridotti a una sparuta pattuglia); agli archivisti delle istituzioni pubbliche e private che conservano, gestiscono e valorizzano archivi. Tutti si sono - con grande energia e motivazione - messi all’opera per dare un contributo alla riuscita della iniziativa. Bella, tra le tante, l’esperienza dell’archivista che, in Lombardia, ha riprodotto e distribuito il volantino “…e poi non rimase nessuno” nelle vie della sua città, per poi ritrovarlo esposto nelle vetrine di molti negozi che spontaneamente avevano deciso di riconoscersi nello spirito della manifestazione. Della mobilitazione restano le pagine del sito internet www.archivisti2011.it e dello spazio facebook “Archivi e Archivisti 2011”. Ma, dobbiamo ora tracciare le linee del lavoro che ci attende. Mai come in questo caso si può dire che il passato è soltanto il prologo. Dalle giornate cha abbiamo alle spalle, usciamo sempre più convinti che il tema dell’esistenza degli archivi e la valorizzazione del lavoro degli archivisti sia una questione che non riguarda solo la conservazione di un patrimonio culturale, bensì interessi la tutela dei diritti di tutti, anche di chi mai entrerà in un archivio ma che, dall’esistenza di archivi efficienti e funzionanti, è maggiormente garantito. Certamente, il compito degli archivisti è rivolto verso il passato per assicurare la conservazione della memoria. Ma mai come oggi ha una funzione per il futuro. Siamo al centro di una trasformazione epocale: l’informatizzazione delle procedure, la digitalizzazione dei materiali, il passaggio dal documento su supporto tradizionale al documento elettronico impongono di valutare con cautela e attenzione le situazioni in atto e di defi nire buone pratiche prima ancora che nuove norme per garantire la conservazione della documentazione. Per essere certi dell’esistenza e della affidabilità degli archivi di domani, dobbiamo affrontare oggi il problema di che cosa e come conservare. E in questi scenari gli archivisti possono svolgere un ruolo fondamentale. L’archivista da sempre si caratterizza anche per essere un mediatore di informazioni, il suo lavoro nel corso dei secoli si è sempre più perfezionato in direzione della organizzazione della memoria di atti e fatti giuridicamente rilevanti. Si sono costituiti imponenti depositi di documenti, di saperi, di conoscenze e si è operato per definirne i criteri di accesso, per indirizzarne la ricerca e la possibilità di uso, nel rispetto della trasparenza e della tutela della riservatezza. Nella moderna società dell’informazione crediamo che questo ruolo non possa conoscere un ridimensionamento, ma che anzi sia ancora più fondamentale, debba essere valorizzato e orientato a operare all’interno di nuovi contesti per defi nire nuovi scenari. Per dare sostanza a queste convinzioni intendiamo operare in due direzioni. Da una parte, per diffondere sempre più la sensibilità e la consapevolezza su questi temi, continueremo a sviluppare, in ogni sede possibile, iniziative di comunicazione e di informazione su caratteristiche, condizioni e prospettive del lavoro degli archivisti. La collaborazione tra AIB, ANAI e ICOM sarà intensificata: in particolare, le tre associazioni hanno intenzione di consolidare l’esperienza già avviata in alcuni contesti locali (Piemonte, Abruzzo, Marche, Lombardia ecc.) e di dare vita a un coordinamento nazionale sotto la denominazione di MAB-Musei Archivi Biblioteche. Professionisti del patrimonio culturale (www.mab-italia.org). La costituzione del coordinamento sarà annunciata in occasione della VII Conferenza Nazionale dell’ICOM che si terrà a Milano il prossimo 21 novembre ed è dedicata a tracciare un bilancio di 150 anni di istituzioni culturali in Italia. La sessione del pomeriggio ospiterà due relazioni rispettivamente dedicate alle biblioteche e agli archivi. In quel contesto si lancerà il progetto di lavorare nei mesi successivi per sviluppare una serie di iniziative, promosse con la sigla MAB, e destinate a convocare nell’autunno del 2012 gli Stati generali del patrimonio culturale per fare un punto complessivo su situazione e destino dei beni culturali. Parallelamente a questo fi lone di attività le cui linee di sviluppo saranno progressivamente definite, si proseguirà con il presidio di tutte le sedi istituzionali. Il primo obiettivo è costituito dal MIBAC. Da questa primavera l’ANAI ha ripetutamente chiesto un incontro con il ministro per avere un momento di confronto sulla situazione. Fino a ora abbiamo avuto riscontri solo formali, molto cortesi ma inconcludenti. Crediamo sia a questo punto non più accettabile il fatto di non riuscire ad avere indicazioni e risposte su come si intende affrontare la situazione da parte dell’istituzione direttamente responsabile. In particolare, al Ministero per i Beni e le Attività culturali intendiamo porre 4 questioni, che costituiscono una prima sintesi della mobilitazione appena conclusa. Chiederemo siano date garanzie per: 1. impedire che gli Archivi di Stato, che conservano un patrimonio storico unico al mondo, e le Soprintendenze archivistiche, che vigilano su archivi pubblici e privati di interesse storico, siano soffocati da riduzioni di risorse che negli ultimi dieci anni hanno raggiunto percentuali superiori al 50%. Inoltre evitare che l’esperienza dei funzionari scientifici degli Archivi di Stato e delle Soprintendenze archivistiche vada perduta per il mancato ricambio generazionale; 2. garantire la presenza della professionalità archivistica - in forma diverse a seconda del tipo di archivio, sia assumendo personale sia affidando incarichi ad archivisti libero professioni in possesso di adeguati titoli e referenze - in tutti i contesti (pubblici e privati) in cui gli archivi devono essere correttamente gestiti, tutelati, valorizzati; investire in infrastrutture archivistiche (edilizie e informatiche) anche in collaborazione tra Stato, Regioni, ed Enti locali, come testimonia l’esperienza dei primi “poli di conservazione archivistica” che permettono di ottimizzare la gestione e ottenere signifi cative riduzioni di costi; 4. costruire un rapporto stabile tra il mondo degli archivi e la scuola, dove sono già disponibili molti e diversi modelli di successo. Al tempo stesso, il MIBAC non è l’unico interlocutore. Per quanto riguarda le nuove normative relative alla gestione del documento elettronico, la dematerializzazione della documentazione ecc., con tutte le implicazioni che questi scenari hanno sul piano della conservazione (soprattutto di lungo periodo), chiediamo di poter collaborare con il Ministero dell’Innovazione e in particolare con DigitPA, offrendo la nostra esperienza acquisita sul campo per orientare le indispensabili innovazioni verso modalità più razionali ed economiche. Mentre questa azione sarà condotta a livello centrale, lo stesso tipo di iniziative saranno sviluppate a livello locale, in particolare in direzione delle Regioni. Questa azione, che per altro in alcune situazioni è già stata avviata, sarà affi data alle Sezioni regionali dell’ANAI. Informazioni sulle attività via via avviate saranno reperibili sul sito internet dell’ANAI e sui siti delle singole sezioni, ai quali è possibile accedere attraverso l’indirizzo www.anai.org. Per concludere, vogliamo ricordare che, per portare avanti questi progetti e fare fronte a tutti gli impegni che da essi derivano, l’ANAI ha la necessità di poter contare sull’aiuto e il contributo di tutti; per questo vi invitiamo a non interrompere il dialogo che si è aperto con l’Associazione, grazie alla manifestazione del 12-15 ottobre, seguendo e sostenendo le nostre iniziative, inviandoci proposte, associandosi come soci ordinari o juniores e incentivando l’iscrizione come sostenitore di qualsiasi ente, istituzione, impresa, associazione che condivida il nostro impegno. Per informazioni su come associarsi (e/o inviare donazioni liberali) rimandiamo alla apposita pagina del sito dedicata alla “Richiesta di iscrizione”. Grazie!

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