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Archivi aperti 2011: le giornate di Bologna sul film amatoriale

Antonella Pagliarulo

in n. 3/2011

Si sono svolte, dal 27 ottobre al 1 novembre scorso, le giornate del festival “Archivio aperto” (www.memoriadelleimmagini.it/homemovies) dedicato alla promozione, diffusione - soprattutto cittadina - del film privato e promosso dall’Archivio nazionale del film di famiglia, l’associazione da anni impegnata nella raccolta, preservazione e valorizzazione del cinema amatoriale e familiare. Quest’anno “Home movies” ha ospitato all’interno del festival la 21esima edizione degli incontri di Inédits, l’associazione europea che riunisce gli archivi audiovisivi dei film amatoriali; i “workshop” di Inédits, in lingua francese, erano dedicati alla catalogazione e al restauro del patrimonio inedito.

Tra gli eventi pubblici di particolare interesse la presentazione dell’Academy Film Archive che conserva film amatoriali dell'età d'oro di Hollywood, girati da star del cinema e registi che, armati di macchine da presa 16 millimetri, ritrassero amici, familiari, in situazioni conviviali o al lavoro nei set. Lynne Kirste, curatrice dell’archivio, ha introdotto, nella ex Chiesa di San Mattia, le belle proiezioni selezionate per il festival: immagini di un giovane Hitchcock che gioca a 4 zampe nel giardino di casa con la figlia Patricia, di una vanitosa Shirley Temple ripresa nel backstage di Heidi (1937) del Grauman's Chinese Theatre e di una Sunset Boulevard non ancora urbanizzata – siamo negli anni Venti. La prima giornata di lavoro - dedicata al tema “Inventaire, catalogage et indexation, les coulisses du patrimonine audiovisuel” e moderata da Sabine Lenk della Cineteca di Lussemburgo- è stata introdotta da Karianne Fiorini, responsabile dell’archivio e della catalogazione di Home movies. Fiorini ha presentato la banca dati dei film di famiglia - la struttura ideata per descrivere l’archivio, i fondi, le schede del documento audiovisivo - realizzata sulla piattaforma xDams all’interno di “Una città per gli archivi” , il progetto finanziato dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e la Fondazione Carisbo finalizzato al censimento, alla conservazione e alla valorizzazione di archivi otto-novecenteschi del territorio bolognese a maggior rischio di dispersione e che ha raccolto finora circa 120 archivi. Alessandro Alfier e Chiara Kolletzek hanno illustrato la “versione beta” del portale di accesso alla banca dati di “Città per gli archivi”. Laurent Bismuth, Responsabile del dipartimento analisi e gestione documentaria delle collezioni audiovisive presso il Centre national du cinéma et de l'image animée (CNC) ha riferito delle iniziative istituzionali in corso in Francia per l’adozione di un modello descrittivo delle opere cinematografiche - ispirato, attraverso il riferimento alle norme europee EN 15907 , al modello entità relazione di FRBR e fondato, per l’identificazione del film, sul set minimo di metadati EN15744 - finalizzato alla costruzione di una piattaforma pubblica sul patrimonio cinematografico francese, di un catalogo nazionale del dei film e dei non film. Ad alcuni – e tra questi chi scrive - è apparso paradossale che il modello descrittivo unico proposto per l’archiviazione di opere cinematografiche fosse presentato proprio al pubblico di conservatori di film privati alle prese con opere inedite e prodotte senza finalità di pubblicazione, con responsabilità autoriali “amatoriali”, prive di responsabilità nella produzione e distribuzione, prive di cast (come riempire il set di “data elements” di identificazione ritenuto minimo dallo standard - Title Series Serial Cast Credits Country of Reference Original Format Original Length Original Duration Original Language Year of Reference Identifier Genre Relationship Source - in un film di famiglia?) Con “Inventaire, catalogage et indexation: dans quel but?” sono intervenuta a nome di regesta.exe sui temi dell’accesso, della finalità comunicativa che sottende il modello dati realizzato dalla società per descrivere gli archivi - audiovisivi e non; attraverso i progetti realizzati per l’archivio Luce e l’archivio dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ho illustrato le diverse modalità di pubblicazione dei dati e dei contenuti multimediali adottate. Nel pomeriggio conservatori di archivi e documentalisti aderenti a Inédits hanno parlato delle banche dati realizzate finora. Ecco una breve rassegna, con i link ai siti, per conoscere gli archivi amatoriali francesi. Flora Duffaud ha parlato di Cinémémoire, cinemateca dei film di famiglia (i fondi raccolgono la memoria audiovisiva di Marsiglia, della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, e, particolarmente interessanti, delle ex colonie francesi); Olivier Fourel e Jocelyn per il Pole Patrimoine de Centre Images hanno descritto la loro banca dati sui film amatoriali della regione del Centro, organizzata per bobine, con un piccolo thesaurus (poco usato). Il database della Cinémathèque des Pays de Savoie et de l'Ain è stato presentato da Stephanie Champlong: è il supporto a guidare la catalogazione, l’indicizzazione è legata al nome del proprietario/depositario. Molto interessanti le numerose attività “collaterali” promosse dalla “Cinémathèque” (montaggi dell’inedito per proiezioni pubbliche sul territorio, corsi scolastici per l’educazione all’immagine, etc.) Marie Anne Dutertre ha infine presentato la Cinémathèque de Bretagne (colleziona le opere audiovisive girate in Bretagna) soffermandosi sul thesaurus realizzato per indicizzare il materiale (1600 lemmi, divisi in nomi propri per le persone fisiche e gli enti/associazioni, luoghi, temi).


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