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Modelli di archivi audiovisivi: un dibattito pluridecennale

Letizia Cortini

in n. 1/2006

La Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico opera da decenni al fine di sensibilizzare le istituzioni sul tema del riconoscimento delle fonti audiovisive quali beni culturali da tutelare e su quello dei modelli di trattamento e gestione di tali patrimoni.

L’Aamod organizza infatti dalla fine degli anni settanta, quando si è costituita come associazione per trasformarsi in fondazione nel 1985, convegni e seminari che si sono rivelati, e continuano ad essere tuttora, occasioni proficue di scambio non solo tra grandi strutture, ma anche tra realtà piccole e medie, centrali e territoriali, contribuendo in tal modo alla realizzazione di una rete effettiva di scambio e collaborazione tra gli archivi audiovisivi in Italia, in merito alle problematiche della gestione e della valorizzazione dei patrimoni audiovisivi.

Cito in particolare il primo convegno organizzato dall'archivio nel 1981 su tali temi, Modello di archivio audiovisivo, in cui, tra l’altro, per la prima volta in Italia venne posto il problema del mancato riconoscimento di bene culturale al documento audiovisivo e dove, sempre per la prima volta, si accennò all’importanza di creare un coordinamento tra archivi audiovisivi in Italia ai fini della realizzazione di un efficace sistema di strutture operanti nel settore. 

Nel novembre 2004, a oltre venti anni da quel primo convegno, l’archivio su quegli stessi temi ed altri ancora, ha organizzato, in collaborazione con il Dipartimento Comunicazione e Spettacolo di Roma Tre, il seminario Modelli di archivi audiovisivi. L’iniziativa ha previsto una fase precedente l’incontro, nella quale gli oltre 60 invitati al seminario hanno risposto a un questionario, strutturato in dieci temi, per ognuno dei quali sono stati formulati diversi quesiti.
Le risposte al questionario e la successiva discussione hanno riguardato i seguenti argomenti:
  1. definizione di film, a partire da quella elaborata agli inizi degli anni novanta dalla Fiaf (Federazione internazionale degli archivi dei film);
  2. film come prodotto, documento storico, opera d’arte,
  3. audiovisivi e multimedialità;
  4. supporti, conservazione e restauro;
  5. uso e riuso di documenti filmici;
  6. diritti di proprietà intellettuale ed economica;
  7. fenomeno della moltiplicazione degli archivi audiovisivi;
  8. assetti istituzionali e legislativi nel settore degli archivi audiovisivi;
  9. formazione e archivi audiovisivi;
  10. strumenti di descrizione e consultazione dei patrimoni audiovisivi.
Il seminario del 2004 è stato concepito e organizzato con una metodologia originale, con l’obiettivo, più che di creare una tradizionale occasione di incontro scientifico tra pochi esperti, di realizzare una vera e propria inchiesta, non solo tra gli addetti ai lavori, nell’ambito del settore archivistico/biblioteconomico e del trattamento documentale, ma anche tra storici contemporanei, storici del cinema, autori cinematografici e multimediali, restauratori, documentalisti, mediaconsultant, programmisti televisivi, informatici, studenti, nonché legislatori.
Già dai risultati di quella esperienza è emerso un primo quadro di concezioni, posizioni, proposte estremamente variegato e interessante, ricco di spunti per futuri approfondimenti e discussioni. Il seminario del 2004 è stato infatti concepito all’interno di un progetto più ampio, configurandosi come  una prima tappa di un percorso di ricerca e di un complesso dibattito su tutte le questioni inerenti il trattamento e l’accesso ai patrimoni audiovisivi nazionali.
Tappa successiva di questo progetto è stata la realizzazione di un altro seminario, organizzato dall’Aamod in collaborazione con la Discoteca di Stato e Museo dell’Audiovisivo, “Un sistema di archivi audiovisivi: criticità, linee d’azione e proposte”, svoltosi il 14 dicembre 2005 a Roma, presso la Discoteca di Stato. Il progetto di questa nuova, articolata iniziativa è stato ideato e messo a punto, grazie anche agli stimoli e ai suggerimenti del direttore della Discoteca, Massimo Pistacchi e del direttore dell’Aamod, Gabriele D’Autilia, da Ansano Giannarelli e dalla sottoscritta, responsabili scientifici, organizzatori e coordinatori del seminario, insieme a Francesco Aquilanti.
All’incontro sono intervenuti esperti tecnici sui seguenti temi: Il quadro della legislazione in Italia e nell’Unione Europea sugli archivi audiovisivi (M. C. Sotgiu); Lo stato della legislazione regionale e locale sugli archivi audiovisivi (V. Bazzocchi); La legge sul deposito legale in Italia e in Europa (A.M. Mandillo); Modelli di archivi audiovisivi, loro gestione, professionalità (A. Giannarelli, C. Angeletti); La catalogazione, standard, modelli, necessità formative (A. Pagliarulo e L. Cortini, C. Magliano); Accesso on line ai metadati e ai dati (G. Bruno, F. Baldi); La proprietà intellettuale ed economica dell’audiovisivo (A. Miccichè); Restauro analogico e digitale, criteri di scelta e necessità formative (M. Musumeci, L. D’Aleo).
Anche per affrontare queste problematiche è stata scelta una specifica metodologia. Gli esperti tecnici di settore sono stati incaricati di preparare un quadro della situazione attuale relativa a ciascun argomento. Si sono così elaborate scalette sui temi indicati, discusse durante l’incontro seminariale insieme a studiosi e personalità del mondo istituzionale, delle cineteche e degli archivi audiovisivi che, a loro volta, sono intervenuti con brevi comunicazioni, suggerimenti, proposte di integrazione. Particolarmente interessanti sono stati gli interventi di Gigliola Fioravanti, direttrice del CFLR – Centro di fotoriproduzione legatoria e restauro, in merito all’esperienza degli archivi “tradizionali” nel trattamento delle fonti filmiche, di Alessandro Griffini, direttore della Mediateca dell’Enea, relativamente ai possibili scenari di valorizzazione dei patrimoni audiovisivi, con riferimento ad alcune esperienze estere, di Maria Assunta Pimpinelli della Cineteca Nazionale, circa lo stato dell’arte in merito ai criteri di descrizione del documento audiovisivo. Su tale specifica problematica è stato inoltre illustrato il prezioso contributo del gruppo di lavoro Anai sugli standard di catalogazione negli archivi audiovisivi italiani, attivo dall’aprile del 2004, grazie al lavoro di stimolo e coordinamento di Isabella Orefice.
Le linee guida scaturite dal dibattito, svoltosi durante il seminario, saranno seguite dagli estensori delle scalette per realizzare dei rapporti finali approfonditi sui diversi temi, che verranno presentati a un convegno internazionale, che si svolgerà entro il 2006.
Tra le finalità principali, tenute presenti dall’Aamod e alla base di tali articolate iniziative, vi è quella, sempre più urgente – come del resto è stato ribadito nel corso del dibattito durante il seminario del dicembre u.s. -, della definizione di un quadro della situazione in cui versano i patrimoni audiovisivi custoditi soprattutto all’interno di piccoli e medi archivi, diffusi non solo nelle grandi città, ma sparsi localmente in tutte le regioni italiane. Tale quadro consentirebbe di delineare l’ipotesi di un sistema di archivi audiovisivi  e sonori italiani,  all’interno del quale risulta strategico il ruolo di governo e di coordinamento sia delle istituzioni centrali che degli enti locali, preposti per legge alla tutela dei beni culturali, compresi i “nuovi” beni sonori e audiovisivi.
 
 

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