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Un Cd multimediale sulle miniere sarde
![]() Sulla scia del notevole successo riscosso dalla mostra fotografica Miniere: luci, ombre, identità, territorio, organizzata nel 2005 in collaborazione con la Società Umanitaria, l’Igea e i comuni di Cagliari e Iglesias e finanziata dall’Agenzia Regionale del Lavoro, la Soprintendenza Archivistica per la Sardegna sta realizzando un cd multimediale che ne ripercorra fedelmente i contenuti e l’architettura e che verrà pubblicato sul sito web della Soprintendenza stessa. Attraverso quattrocento immagini fotografiche distribuite in dieci settori tematici, specifici discorsi introduttivi, didascalie, un glossario e numerosi links, ci si propone di illustrare la storia del bacino minerario del Sulcis-Iglesiente dalla seconda metà dell’Ottocento agli anni Ottanta del Novecento: le modifiche subite dal territorio in seguito al suo sfruttamento, la fatica del lavoro in miniera e la sua profonda innovazione grazie al progredire della tecnologia, la nascita dell’istruzione tecnico-mineraria, i problemi legati alla salute dei minatori e la loro vita oltre il lavoro: gli svaghi, la pratica sportiva, l’abbigliamento, la religiosità.
Le immagini, molte delle quali risalenti alla metà dell’Ottocento, sono opera di artisti famosi - quali ad esempio Alinari e Besso -, chiamati dalla società a scattare le foto ufficiali, o di fotografi locali, il più delle volte dilettanti, cui si devono gli scatti più spontanei e realistici.
Provengono, per la maggior parte, dalla Sezione fotografica dell’archivio della Società Monteponi-Montevecchio, conservata presso l’Archivio Storico Comunale di Iglesias ma anche dall’Archivio Storico Minerario, di proprietà dell’Igea, e da archivi o collezioni di privati che, con grande entusiasmo, hanno messo a disposizione le loro immagini più preziose.
Per una più completa illustrazione dei vari aspetti del lavoro nel sottosuolo e della sua evoluzione nel tempo, si è dedicato un settore autonomo, l’undicesimo, agli strumenti e attrezzi utilizzati in miniera: i diversi tipi di casco e di lampade - tra cui la famosa bergamasca - i picconi e le raminette, la polvere nera, le attrezzature delle officine e le apparecchiature del gabinetto chimico; tra gli oggetti più significativi una bellissima livella ad acqua ottocentesca ed il corno in rame che, per motivi di sicurezza, veniva suonato dal carichino prima dell’esplosione delle mine.
Il cd Miniere:luci, ombre, identità, territorio. |
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