|
Le Carte dei Gori Martini, possidenti senesi (sec. XVII-XIX)
![]() La documentazione si riferisce prevalentemente alla famiglia Gori di Firenze, imparentata con i Martini di Siena per matrimonio di Benedetto con Giuditta Martini (1647). Antonio Gori fu podestà di Barga (1664); Cesare fu senatore (1795) e consolidò la presenza della famiglia tra i proprietari terrieri nel Senese, grazie all’acquisto di numerosi poderi della Grancia delle Serre dell’ospedale di Santa Maria della Scala in Siena. Consiste in 40 unità documentarie, in buono stato di conservazione, relative soprattutto all’amministrazione dei beni di famiglia nei secoli XVIII e XIX. Vi figurano: quattro album contenenti piante geometriche e acquarellate di beni immobili; lettere, contratti, atti legali, luoghi di Monte; pergamene con diplomi, nomine e riconoscimenti vari (secc. XVII-XVIII, alcune con sigillo pendente).
L’Archivio di Stato di Siena ha accolto molto favorevolmente l’archivio, sia per l’importante ruolo istituzionale svolto dalla famiglia Biagini Gori Martini, sia per la possibilità che si è così concretizzata di affiancare le carte acquistate a quelle dell’archivio Gori, già conservato presso l’Istituto senese.
Archivio della famiglia vicentina Franco
L’archivio è di grande importanza e pregio per la città di Vicenza e il suo territorio, sia per le personalità di spicco coinvolte nei rapporti coltivati dal prestigioso casato dei Franco, sia per la qualità e l'ampiezza degli interessi economici gestiti dalla famiglia. Fonte preziosa per le ricerche che attengono a testimonianze artistiche e architettoniche palladiane, la documentazione è costituita da due nuclei: uno prodotto dalla famiglia Franco e l’altro dalla famiglia Muttoni.
Il primo comprende ben 450 pergamene (1338 - 1650), 40 disegni dei secoli XVII-XIX, un epistolario di circa 2.000 unità relativo ai secoli XVIII-XX, 85 registri, altro materiale cartaceo dei secoli XV-XIX contenuto in fascicoli che sviluppano circa 25 metri lineari, cartoline e fotografie dei secoli XIX e XX. Tra i registri di amministrazione si segnalano una vacchetta di metà Quattrocento, con i movimenti contabili del commercio della lana, ed un "libro di famiglia" di fine Cinquecento, tipologia documentaria piuttosto rara negli archivi privati vicentini.
Il secondo nucleo è relativo ad un ramo della famiglia Muttoni, unito alla famiglia Franco per matrimonio di Angelica e Lucia Muttoni, rispettivamente con Fulvio e Camillo Franco. Il materiale (1487-1740 circa) è costituito da una quarantina di pergamene ben individuate e altre ancora conservate in scatolette, da tre registri di "catastici", venti registri di amministrazione e da altro materiale cartaceo condizionato in fascicoli che occupano circa 3 metri lineari.
Collezione cartografica e vedutistica Sassetti
Il materiale cartografico o assimilabile (vedute, cartoline d'epoca) riguarda il golfo di La Spezia e alcune aree limitrofe (in particolare la Lunigiana) e risulta databile tra la fine del secolo XVI e l'inizio del XX. Non si tratta di un fondo archivistico in senso proprio, ma di un corpus di mappe a stampa tratte dai principali atlanti italiani e stranieri editi in età moderna; di uno di questi - l'Atlante dell'Arsenale militare e marittimo - rimangono pochi esemplari; mentre 18 mappe di grande formato, più un volume, sono manoscritti e sono presumibilmente pezzi unici. La raccolta - complessivamente di 366 unità - è ordinata in sezioni e sottosezioni tematiche e corredata di un catalogo. Si segnalano l’esemplare colorato della carta del Barentsz, datata 1595, e il pezzo intitolato “La Liguria” del Vrients (la prima carta della Liguria intesa come entità politica e con la prima indicazione del luogo di nascita di Colombo).
I documenti sono stati offert in vendita dai fratelli Sassetti del Centro bibliografico di Storia locale “Sant’Agostino” situato a la Spezia.
Lettera autografa di Lorenzo de’ Medici al padre Piero (Capua, 19 aprile 1466)
La lettera è stata posta in vendita presso la Christie’s di Roma. Il documento, acquistato in via di prelazione dall’Amministrazione archivistica, è stata destinata all’Archivio di Stato di Firenze, che conserva le lettere della famiglia de’ Medici nel fondo denominato “Mediceo avanti il Principato”.
500 lettere di Tammaro De Marinis
Il destinatario delle lettere è Tammaro De Marinis (1878-1969), uno degli esponenti più noti del collezionismo italiano nel secolo scorso, protagonista dello sviluppo del mercato antiquario privato fiorito agli inizi del Novecento. Dopo le prime esperienze nella bottega di Riccardo Marghieri, noto libraio napoletano, De Marinis aprì una libreria a Firenze e ben presto fu considerato il “principe dei bibliofili”, grazie al suo acume nella ricerca e nell’individuazione di libri rari e pregiati ed alla sua capacità di intessere stretti rapporti con il ceto collezionista europeo.
Nel 1970 fu dichiarato di notevole interesse storico un nucleo documentario di proprietà di Tammaro De Marinis, pertinente a letterati, artisti e uomini politici del Rinascimento. Sembra, però, che l’archivio di De Marinis sia andato in parte disperso e che un lotto di 74 lettere, datate tra il 1904 e il 1969, sia pervenuto al Gabinetto Vieusseux per acquisto sul mercato antiquario fiorentino nel 1986. Il nucleo di corrispondenza, acquistato ora, è cospicuo e di notevole interesse per la ricostruzione, almeno parziale, dell’attività e dei rapporti commerciali e culturali dell’antiquario.
I mittenti delle lettere sono in gran parte i protagonisti della cultura italiana novecentesca, come Corradini, Croce, Einaudi, Garin, Kristeller, Mazzatinti, Ojetti, Treccani, Serao. Un centinaio di lettere, con biglietti, cartoline illustrate e carte postali, provengono dalla famiglia Savoia, in particolare da Maria Josè, Maria Pia e Maria Gabriella.
Archivio familiare Boschetti
L’archivio proviene da una famiglia tra le più illustri dell’antica nobiltà modenese, investita del feudo di San Cesario, che mantenne fino al 1796; ottenne il titolo comitale nel 1404 dal legato pontificio di Bologna e in seguito da Lionello d’Este, cosicché la contea ebbe duplice connotazione giuridica, ecclesiastica e signorile.
L’archivio è costituito da documentazione in filze e cassette, che assommano a circa 600, da 91 pezzi tra registri e volumi, compresi nel limite cronologico dei secoli XIV-XX, e da documenti in copia dal IX secolo. Rilevante anche per la completezza della documentazione, l’archivio era stato conservato a titolo di deposito presso l’Archivio di Stato di Modena fin dal 1976.
D O N I
ARCHIVIO GENTA
L’Archivio centrale dello Stato ha recentemente ricevuto in dono l’archivio dell’architetto Giuliana Genta (1922-2005). La donazione da parte della famiglia Genta ha agevolato la prosecuzione degli interventi di ordinamento, inventariazione e ricerca condotti - nell’ambito del progetto relativo agli archivi dell’architettura contemporanea - dall’Osservatorio sul moderno della facoltà di architettura dell’Università “La Sapienza di Roma”, dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio e dall’Archivio Centrale dello Stato, cui la stessa Giuliana Genta aveva attivamente partecipato. L’archivio (1925-1979), dichiarato di interesse storico particolarmente importante nel settembre 2004, testimonia l’attività professionale da lei intrapresa all’inizio degli anni ’50 in ambiti diversi: dai progetti INA casa per i quali collaborò con Adalberto Libera, alla rilevante attività nel campo dell’edilizia residenziale e dei servizi, dalla progettazione e ristrutturazione di quartieri all’edilizia sacra, sino all’arredamento di interni.
ARCHIVIO LA BELLA
L’Archivio di Stato di Viterbo ha recentemente ricevuto in dono dagli eredi l’archivio di Angelo La Bella, parlamentare e uomo politico dell’area viterbese, militante nel P.C.I. e successivamente in Rifondazione Comunista.
L’archivio offre una testimonianza del clima politico italiano dagli anni della resistenza fino agli anni Settanta, sia in ambito nazionale che locale: comprende, tra l’altro, materiale relativo ad inchieste parlamentari, a processi ed eventi politici dell’epoca, alla carica di sindaco del Comune di Civitella d’Agliano ricoperta per lungo tempo dal La Bella. Al nucleo più strettamente politico si aggiungono le carte ed il materiale bibliografico attinenti ai suoi interessi culturali ed alle sue ricerche sulla storia del territorio viterbese.
RACCOLTA MARCHELLI
La Artoni Trasporti S.p.A ha recentemente donato all’Amministrazione archivistica una raccolta di 19 disegni degli architetti Domenico, Giuseppe e Pietro Marchelli (secc. XVIII- XIX) relativi a progetti architettonici - in gran parte di edilizia pubblica - per la città di Reggio Emilia.
I disegni, al contempo di rilevante valore storico e di buon livello artistico, arricchiscono oggi il patrimonio documentario dell’Archivio di Stato di Reggio Emilia, presso cui sono custoditi altri disegni professionali degli architetti Marchelli. La documentazione costituisce una testimonianza della loro attività, ma anche una importante fonte storica sui mutamenti architettonici subiti dalla città nel corso dell’Ottocento.
ARCHIVIO D’ASTOLI
L’Archivio di Stato di Terni ha ricevuto in dono nel novembre 2005 l’archivio del giornalista e studioso Giovanni D’Astoli (1908-2002), dichiarato di interesse storico particolarmente importante. Il fondo documenta i vari campi dei molteplici interessi culturali del personaggio e comprende, tra l’altro, documentazione sulla storia artistica della città, articoli di argomento storico-filosofico e di attualità politica, appunti di studio relativi a documentazione storica comunale, periodici - anche rari. L’archivio, per la sua ricchezza e varietà, può considerarsi una significativa fonte per gli studi storici sulla città di Terni.
ARCHIVIO ARMANDO ROCCHI
L’Archivio di Stato di Perugia ha recentemente ricevuto in dono l’archivio di Armando Rocchi, vissuto tra il 1898 e il 1970, militare e dirigente politico nel periodo fascista. Il fondo, che documenta l’attività di Armando Rocchi per il periodo 1923-1968, comprende, tra l’altro, documentazione relativa alle campagne di Spagna e di Albania, fotografie e cartoline riguardanti la campagna dei Balcani del 1941 ed il carteggio con la moglie; di particolare interesse il nucleo relativo ai processi penali che il Rocchi subì dal 1944 al 1955. Pur essendo di piccole dimensioni, l’archivio costituisce una originale fonte storica, e consente di cogliere, attraverso la vita privata e pubblica del personaggio, aspetti delle vicende sociali e politiche del ventennio fascista.
ARCHIVIO GIOVAN BATTISTA BONI e CASA EDITRICE SAMEL
Nel giugno 2006 la famiglia Boni ha donato all’Archivio di Stato di Ascoli Piceno, sezione di Fermo, l’archivio del musicista Giovan Battista Boni (1865-1964), e della Casa Editrice SAMEL di Fermo, gestita dai fratelli Boni.
Giovan Battista Boni oltre che compositore di musica sacra, fu attivo nella propaganda della riforma ceciliana e nell’ambito della didattica, fondò e pubblicò numerose riviste di musica liturgica; la produzione della Casa Editrice Samel (Società Anonima Editrice Libraria), molto curata in rapporto alle tecniche tipografico-musicali dell’epoca, era rivolta in buona parte agli ecclesiastici ma riguardava anche corsi e riviste di carattere didattico.
L’archivio (fine dell’Ottocento - anni Sessanta del Novecento), dichiarato di interesse storico particolarmente importante nell’ottobre del 2005, ha una consistenza di circa otto metri lineari ed è costituito prevalentemente da partiture musicali e da documenti relativi alla SAMEL, cui si aggiungono corrispondenza, ritagli e giornali dell’epoca. |
|||