|
Le Scuole degli Archivi di Stato - L'Archivio di Stato di Bologna
![]() La Scuola dell’Archivio di Stato di Bologna, istituita nel 1890, pur nel rispetto dell'ordinamento tuttora in vigore, ha cercato negli ultimi anni di rispondere alle esigenze connesse non solo alla conservazione degli archivi storici, ma anche alla produzione degli archivi contemporanei e correnti.
Per questo motivo il piano di studi è stato via via ampliato e da ultimo nel 2001 sono state introdotte, accanto agli insegnamenti propri delle discipline storico-archivistiche tradizionali, materie attinenti all'area giuridica e informatica. Nel fare ciò si è tenuto conto di quanto suggerito a suo tempo dalla Divisione II della Direzione generale per gli archivi in attesa dell’entrata in vigore del nuovo regolamento delle Scuole di Archivistica, Paleografia e Diplomatica, ritenendo che l’ampliamento dell’offerta formativa possa favorire il successivo inserimento dei diplomati nel mondo del lavoro.
Informazioni particolareggiate sul funzionamento della Scuola si trovano sul sito internet dell’Archivio di Stato di Bologna alle pagine specifiche, con particolare riguardo alle informazioni su insegnamenti e programmi. Di seguito si focalizzano i punti che più possono interessare nel dibattito attuale sulla formazione dell’archivista.
Il percorso formativo. La Scuola prevede insegnamenti fondamentali (con frequenza obbligatoria per almeno 2/3 delle lezioni di ciascun anno) e insegnamenti integrativi (con frequenza libera).
Insegnamenti fondamentali del primo anno: Archivistica teorica, Archivistica speciale, Paleografia, Diplomatica generale e comunale, Archivistica informatica (per la documentazione storica), per un totale di 90 ore di lezioni frontali, alle quali si aggiungono 15 ore di esercitazioni di archivistica dedicate all’applicazione concreta degli standard descrittivi internazionali.
Insegnamenti integrativi del primo anno: Storia delle istituzioni di età medievale, Storia delle istituzioni di età moderna, Scienze ausiliarie della storia, Elementi di diritto costituzionale e amministrativo, per un totale di 45 ore di lezioni frontali.
Insegnamenti fondamentali del secondo anno: Legislazione archivistica, Achivistica informatica (per la documentazione contemporanea), Notariato e documento privato, per un totale di 45 ore di lezioni frontali, alle quali si aggiungono 60 ore di esercitazioni di paleografia e diplomatica per la documentazione dei secc. XII-XIV.
Insegnamenti integrativi del secondo anno: Storia delle istituzioni di età contemporanea, Nozioni di legislazione dei beni culturali, Basi di dati e sistemi informativi, per un totale di 37 ore di lezioni frontali e 6 ore di esercitazioni di Basi di dati e sistemi informativi.
In sintesi il corso biennale consta di 300 ore di cui almeno 80 sono dedicate esclusivamente alle esercitazioni. Le lezioni si svolgono nell’arco di un biennio, in tre pomeriggi alla settimana, dagli inizi di novembre fino alla fine del mese di aprile.
Il percorso formativo non si esaurisce però con le lezioni teoriche e le esercitazioni. La Scuola infatti offre la possibilità durante ogni biennio ad un numero limitato di allievi di partecipare a stage di archivistica consistenti nel riordino e inventariazione di serie archivistiche o piccoli fondi archivistici, anche con l’ausilio di strumenti informatici. A chi partecipa agli stage per almeno 150 ore viene rilasciato un attestato sul lavoro svolto, e l’attività degli stagisti può protrarsi anche dopo il conseguimento del diploma.
Docenti. Su dodici docenti, sei sono interni all’amministrazione (per gli insegnamenti di Archivistica teorica, Legislazione archivistica, Diplomatica comunale, Archivistica informatica per la documentazione storica, Archivistica informatica per la documentazione contemporanea, Paleografia, Storia delle istituzioni di età medievale, Elementi di diritto costituzionale e amministrativo, Legislazione dei beni culturali). I restanti sei docenti sono esterni - docenti universitari ed esperti della materia - per gli insegnamenti di Archivistica speciale, Notariato e documento privato, Scienze ausiliarie della storia , Storia delle istituzioni di età moderna, Storia delle istituzioni di età contemporanea, Basi di dati e sistemi informativi.
A prima vista può apparire eccessivo il numero di docenti esterni tenuto anche conto delle ben note difficoltà finanziarie in cui versano gli Archivi di Stato. E’ da considerare però che i funzionari dell’istituto che già svolgono attività di docenza non possono essere gravati da ulteriori incarichi e che si usufruisce anche della collaborazione di un docente interno all’amministrazione proveniente in missione da altro Archivio. L’attuale corpo docente ha una consolidata esperienza acquisita in oltre 15 anni di insegnamento presso la Scuola di Bologna, e tutti i docenti interni ed esterni sono stati nominati con decreto interministeriale dei Beni Culturali e della Pubblica Istruzione. E’ evidente che l’attuale ampia offerta formativa potrà essere mantenuta anche per il futuro solo se non saranno decurtate le risorse finanziarie oltre quanto è già avvenuto negli ultimi anni.
Numero degli utenti. Il numero massimo degli allievi ammissibili è 40, previo superamento della prova scritta di latino prevista per l’ammissione alle Scuole degli Archivi di Stato.
La Scuola di Bologna peraltro prevede – al pari di altre Scuole – la possibilità di ammissione diretta al secondo anno per coloro che hanno sostenuto gli esami universitari di Archivistica, Paleografia e Diplomatica, e in più che dimostrino, presentando il proprio curricolo di studi, la conoscenza della lingua latina scritta.
In sintesi il numero degli iscritti si è attestato negli ultimi anni su una media di 35 e il numero di diplomati al termine degli ultimi bienni varia tra 30 e 35.
Tipo di utenza. L’utenza non è sostanzialmente cambiata nel corso degli anni: è costituita in media per il 50% da studenti universitari e per il restante da laureati in materie umanistiche (storia, lettere e filosofia, conservazione dei beni culturali). La maggior parte degli studenti proviene dall’università di Bologna, con un incremento negli ultimi anni di laureandi e laureati provenienti dalla facoltà di Conservazione dei beni culturali di Ravenna. Sono però presenti anche studenti di altre sedi universitarie sia del nord che del centro-sud.
Rapporti con altri enti
Dal 1996, è in atto una convenzione tra l’Archivio di Stato di Bologna, la Provincia di Bologna e la Soprintendenza archivistica per l’Emilia Romagna, in base alla quale sono organizzati dalla Scuola dell’Archivio durante ogni biennio di corso incontri seminariali relativi all’assetto, al funzionamento e alle caratteristiche dei servizi archivistici comunali (dall’archivio storico fino all’archivio corrente). Agli allievi della Scuola che frequentano una percentuale prefissata di questi incontri seminariali, è offerta la possibilità, dopo aver conseguito il diploma al termine del biennio, di partecipare a stage formativi con corresponsione di una borsa di studio da parte della Provincia di Bologna. Gli stagisti sono scelti dalla Provincia in base alla graduatoria di merito al termine degli esami finali per il conseguimento del diploma; i campi di intervento consistono in lavori di riordinamento e inventariazione di archivi storici e di deposito di comuni e altri enti nel territorio provinciale, individuati e guidati dalla stessa Provincia in collaborazione con la Soprintendenza archivistica. Il bilancio di questa collaborazione dopo 10 anni è senza dubbio positivo, anche se ultimamente per il diminuire delle risorse finanziarie della Provincia di Bologna, si riscontra una flessione negli stage attivati. Comunque finora sono stati attivati complessivamente 27 stage, coinvolgendo 25 enti (tra comuni ed altri enti), e vi è da notare che spesso i singoli enti rinnovano autonomamente il rapporto contrattuale con lo stagista per portare a termine il lavoro intrapreso.
Da parte degli allievi della Scuola la possibilità offerta dalla convenzione è molto apprezzata, non solo per la prospettiva di una seppur minima remunerazione, ma anche per l’opportunità di un’esperienza concreta e guidata, in cui misurarsi con le difficoltà del lavoro d’archivio, e da poter validamente inserire nel proprio curricolo professionale.
Rapporto con il mondo del lavoro
Per quanto è dato sapere, solo una percentuale bassa (tra il 15 e il 30%) dei diplomati della Scuola di Bologna intraprende una “professione archivistica”. Si può calcolare che, per ogni biennio, su 30 diplomati, 10 tentano di entrare nel mondo degli archivi e solo 5 riescono ad intraprendere effettivamente la professione, e di questi ultimi una percentuale minima con un rapporto a tempo indeterminato e i più come liberi professionisti. La Scuola ovviamente fornisce a tutti gli enti che lo richiedono (enti locali, società di outsourcing, cooperative di archivisti) l’elenco dei propri diplomati al termine di ogni biennio, ma non vi è poi modo di verificare l’esito di queste richieste.
Vi è anche da dire che su una media di 30 diplomati, ferma restando la percentuale di cui sopra, il restante 70% frequenta la Scuola e consegue il diploma con motivazioni diverse dal diventare archivista: per alcuni la Scuola è di supporto agli studi per il dottorato di ricerca, per altri è complementare alla preparazione professionale in settori diversi ma contigui (bibliotecari, storici dell’arte, archeologi). In linea di massima il fatto che l’iscrizione alla Scuola sia gratuita costituisce per chi ha una buona conoscenza del latino un valido motivo per iniziare un percorso formativo di durata biennale durante il quale poter vagliare, senza perdite economiche, le proprie personali attitudini alla professione di archivista.
In genere gli allievi più motivati, e che conseguono il diploma con le votazioni più alte, riescono ad intraprendere la professione. Ma la stabilità professionale poi dipende, come si sa, da ben altre variabili.
* responsabile organizzativo e docente di Archivistica presso la Scuola dell’Archivio di Stato di Bologna |
|||