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Fondo Thayaht. Inventario, a cura di Mirella Duci, Rovereto, Nicolodi, 2006

in nn. 2-3/2006
Presso l’Archivio del ’900, luogo preposto alla conservazione e allo studio di fondi documentari di artisti, critici, architetti del XX secolo, si è avviata nel corso degli ultimi anni una riflessione sempre più matura intorno alla valorizzazione delle fonti, condotta da più persone sotto l’autorevole guida di Francesca Cavazzana Romanelli e il coordinamento della responsabile del settore archivi, Paola Pettenella.
La collana Inventari del Museo di Arte moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, sede dell’Archivio, nasce come strumento editoriale per la diffusione e la conoscenza del consistente patrimonio archivistico del Museo.
Dopo la pubblicazione del primo volume (Fondo Vittore Grubicy. Inventario, a cura di Francesca Velardita), il Mart dà alle stampe un secondo contributo che riguarda il fondo documentario di un personaggio originale, Ernesto Michahelles, in arte Thayaht, di cui molti studiosi si sono occupati in tempi recenti. Noto soprattutto per aver inventato un indumento oggi universalmente diffuso - la Tuta - fu attivissimo tra le due guerre, muovendosi fra pittura, scultura, fashion e interior design, scenografia.
Il suo archivio è confluito nelle raccolte del Mart, sede del Centro internazionale di studi sul Futurismo, in virtù dell’appartenenza dell’artista al movimento d’avanguardia.
      Senza venir meno al rigore che denota la natura degli strumenti di ricerca, questo inventario ci introduce nel variegato mondo delle relazioni personali di Thayaht, dove i rapporti professionali, privati e familiari si sovrappongono, gli uni agli altri, in un intreccio comune difficilmente dipanabile.
      In apertura, la prefazione di Paola Pettenella contestualizza la singolare personalità artistica e la recente fortuna critica di Thayaht. Segue la nota introduttiva della curatrice, Mirella Duci, che definisce, in un testo sintetico ma esaustivo, le vicende biografiche, le qualità personali e soggettive dell’artista e la fisionomia particolare che caratterizza questo archivio; spiega come l’attenta e puntuale disamina della documentazione, abbia rivelato via via una crescente complessità della struttura del fondo e come questa sia stata fortemente condizionata dall’impronta personalistica che Thayaht ha voluto imprimere al proprio archivio, quando, dopo l’amaro congedo dalla scena artistica, si ritira nella residenza estiva sul lungomare di Marina di Pietrasanta e avvia l’ordinamento.
Un archivio di persona tra le carte di famiglia, è l’eloquente titolo del paragrafo in cui si delineano in una forma fluente e discorsiva gli elementi che qualificano la struttura del fondo, la storia degli ordinamenti e le vicende archivistiche, queste ultime, ricostruite grazie alla preziosa testimonianza orale degli eredi con i quali la curatrice si è costantemente confrontata.
      Il testo evidenzia i criteri secondo cui l’artista ha sistemato le carte, mescolandole alla documentazione della famiglia di origine e conservando gelosamente molte tracce di rapporti privati, che esulano dall’attività artistica ma risultano eloquenti nella ricostruzione di una personalità assai complessa e di un clima storico e culturale. Non solo gli scritti o i carteggi ma anche le agende, i diari, le tessere, la ricchissima sezione dei materiali fotografici aprono inesplorati fronti di ricerca; dalla copiosa sezione dei carteggi, accanto alle testimonianze delle relazioni professionali, emergono lo spessore e l’autenticità dei rapporti personali e dei legami affettivi dell’artista: le lettere di Fosco Maraini inviate all’amico “Nestorio” (Thayaht), ricche di precisi riferimenti autobiografici, sono tra le più belle e delicate espressioni di una profonda amicizia.
      Al tempo stesso, vengono segnalate le lacune, che registrano i drastici criteri di scarto operati da Thayaht nel corso dell’ordinamento e sottolineano l’imbarazzante eredità che il Ventennio fascista ha costituito per molti intellettuali alla fine della seconda guerra mondiale, conducendoli spesso a uno stato di solitudine e ripiegamento.
      Gli approfondimenti, offerti in appendice, rappresentano ulteriori stimoli e spunti di ricerca per la conoscenza di queste fonti. I ricchi e suggestivi apparati iconografici e le felici soluzioni grafiche, guidano il lettore attraverso le varie sezioni dell’inventario orientandone il percorso.
      La pubblicazione  (€ 16,00) è acquistabile anche dal sito del Mart ( www.mart.trento.it )
 
 
                                                                                                              Maurizio Gentilini

Fondazione Ansaldo