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Il diritto d'autore e la tutela delle immagini in movimento in Italia spiegati in un seminario ANAI: i motivi dell’interesse dell’archivista sulla materia

Letizia Cortini

in n. 1/2007

L’Associazione nazionale archivistica italiana ha organizzato, in collaborazione con la Cineteca Nazionale, un seminario di formazione e aggiornamento, “Immagini in movimento: quale tutela e quali diritti in Italia?”, svoltosi a Roma nei giorni 1 e 2 marzo 2007, dedicato ai temi della tutela dello Stato e degli enti locali dei “nuovi” beni culturali, audiovisivi in particolare, del diritto d’autore e della gestione dei diritti morali e patrimoniali relativi alle immagini in movimento. Com’è noto, infatti, le questioni del copyright e dei diritti di uso e riuso, di distribuzione e vendita, dei documenti filmici o di brani di essi, sono oggetto in Italia di dibattiti accesi e soprattutto di una non esaustiva informazione.

La stessa normativa che tutela i beni culturali, tra cui le immagini in movimento e fisse, presenta non poche contraddizioni e lacune in questo settore, così come la legge sul deposito legale e il suo regolamento in merito ai film e agli audiovisivi. Il corso ha visto la partecipazione di un folto pubblico, costituito soprattutto da conservatori di archivi audiovisivi e cineteche, documentalisti, bibliotecari e archivisti, studenti dei corsi di laurea in conservazione dei beni culturali, registi e autori, nonché da amministratori e funzionari operanti nei servizi culturali degli enti pubblici, centrali e locali. Tra gli obiettivi principali vi è stato quello di sviscerare i problemi in questione e di fornire chiarimenti e alcune linee guida per orientarsi al fine di una più corretta e condivisa tutela e gestione, e quindi valorizzazione, dei documenti audiovisivi. Numerosi i motivi alla base della scelta di ideare e organizzare un corso di questo tipo da parte dell’ANAI. Come è noto, l’ANAI è un’associazione professionale che tutela e diffonde la disciplina archivistica in ogni settore lavorativo, pubblico e privato, e dunque anche nel campo della produzione, gestione, conservazione di documenti filmici e audiovisivi, ovvero nel campo dei cosiddetti “nuovi” archivi (audiovisivi, fotografici, multimediali…).
In realtà risale a non più di qualche decennio l’attenzione dell’archivistica “tradizionale” nei confronti di questa tipologia documentaria e di tutta la documentazione ad essa correlata (cartacea per esempio). Dagli anni sessanta e settanta del Novecento sono proliferate in Italia le strutture di produzione, raccolta, conservazione di tali documenti e anche il loro riuso e sfruttamento commerciale, che stanno avendo un incremento sempre maggiore (basti pensare al diffondersi di programmi televisivi di carattere storico, o ai programmi di intrattenimento che fanno sempre più frequente uso di materiali d’archivio, non solo sulla televisione generalista, ma anche sulle televisioni satellitari, ed inoltre sul web, oltre all’incremento di un’editoria audiovisiva specializzata in tal senso). Il trattamento di questa particolare tipologia documentaria, la conservazione, le pratiche di uso e riuso di film, di video, di brani di essi, sono diventati quindi oggetto di studio e di indicazioni anche da parte di questa disciplina, oltre che della biblioteconomia. E’ probabilmente noto a tutti che l’archivistica e la biblioteconomia infatti seguano metodologie e prassi differenti per quanto riguarda la descrizione dei documenti (di qualunque tipologia), la loro conservazione e il loro trattamento. In particolare, l’archivistica, anche per i documenti filmici, vuole essere attenta al contesto di produzione e alla provenienza, al processo produttivo (ovvero a tutte le fasi di realizzazione di un film, compresa la distribuzione), ai soggetti produttori, e quindi vuole contribuire a fornire indicazioni per una pratica rigorosa non solo per il trattamento del prodotto/documento finito (il film ultimato, montato e distribuito), ma anche per tutti gli elementi e i documenti, anche di altra tipologia o stadio (foto, appunti, scenografie, grafica, girati, non finiti) prodotti durante la lavorazione di quel film o video, e quindi ad esso legati. E’ naturale, quindi, che anche il tema della tutela e dei diritti relativi a tali documenti e al loro ciclo di vita (compresi l’uso, il riuso magari di alcuni brani, oltre che la produzione ex novo) interessi molto l’archivistica. L’ANAI ha iniziato a collaborare con la Cineteca Nazionale, così come con altre istituzioni di cinema (come l’Istituto Luce, la Fondazione Aamod – Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, il Museo nazionale del cinema di Torino …) al fine di rafforzare il legame con chi detiene i giacimenti della memoria visiva e sonora del nostro paese, al fine di contribuire alla loro valorizzazione. Con la Cineteca Nazionale e il Museo nazionale del cinema di Torino per esempio l’ANAI ha organizzato nel 2003 un convegno internazionale dedicato alla “Memoria del cinema”. Inoltre nel 2004, in seno all’ANAI, si è costituito un gruppo di lavoro, tuttora attivo, sebbene abbia ricevuto una battuta d’arresto, cui partecipano archivisti di diversa provenienza e formazione, e i rappresentanti delle maggiori istituzioni di conservazione di cinema, dedicato al tema della descrizione dei documenti filmici/audiovisivi, agli standard e ai software di catalogazione. Tra le ultime iniziative dell’ANAI in questo settore vi è stata quella organizzata in collaborazione con la Fondazione Aamod, il CFLR – Centro di fotoriproduzione legatoria e restauro, e l’associazione Multimedia, svoltasi il 23 novembre 2006, dedicata ai servizi all’accesso ai patrimoni audiovisivi e alla qualità dei servizi all’utenza di archivi filmici e cineteche. Il tema dell’accesso ai documenti e ai patrimoni filmici necessariamente ne implica un altro, quello appunto relativo ai diritti d’autore ed economici di tali documenti, che di fatto regolano le modalità di accesso, consultazione, uso e riuso di questi documenti, rendendo spesso molto difficoltose queste pratiche. Per questo dunque l’ANAI ha deciso di organizzare questo seminario ed anche per il fatto che finora in Italia non era mai stato dedicato un incontro scientifico e di formazione specifico sulle tematiche della legislazione e della normativa in materia di diritto d’autore ed economico delle opere audiovisive. Nella prima giornata del seminario è stato affrontato il tema della tutela, in verità molto recente, da parte dello Stato, dei documenti filmici e audiovisivi in quanto beni culturali (dalla fine del 1999 in Italia le immagini in movimento sono beni culturali; il deposito legale delle opere cinematografiche e audiovisive risale solo al 2004, e il suo regolamento ad agosto 2006). Sicuramente nel corso del seminario è emersa la non accurata conoscenza delle problematiche relative al trattamento dei documenti filmici e audiovisivi da parte del legislatore italiano, che a sua volta ha determinato la non chiarezza e spesso la contraddittorietà nella formulazione degli articoli del Codice per i beni e le attività culturali, relativi alla tutela di tali “nuovi” beni.
Tale mancanza di chiarezza è riscontrabile a partire dall’uso dei termini, opera cinematografica, immagini in movimento, documento sonoro e video, film, opera audiovisiva etc. C’è di fatto una vera e propria anarchia, oltre che confusione, e la legislazione non è chiara sulle scelte terminologiche e sulla distinzione d’uso e di significato di tali termini (e ciò è riscontrabile sia nel Codice per i beni e le attività culturali, che nella Legge sul deposito legale e nel suo Regolamento). Nella seconda giornata del seminario sono stati affrontati e approfonditi i temi più specifici del diritto d’autore economico, dei diritti d’uso, di diffusione culturale, ma anche di riuso dei documenti filmici per nuove produzioni, per scopi commerciali, così come i diritti di distribuzione, noleggio e vendita di tali prodotti/documenti; temi rispetto ai quali nel nostro paese, soprattutto negli ultimi anni, si sono scatenati e sono tuttora in corso dibattiti e conflitti, tentativi di accordi tra soggetti differenti, mentre l’attuale normativa stenta a stare al passo con i tempi, ovvero con la rivoluzione tecnologica/digitale, multimediale, evidenziando non poche contraddizioni, delle quali si è parlato diffusamente nel corso dell’incontro. Rivoluzione digitale che ha permesso l’uso di strumenti nuovi, quali banche dati multimediali, consultabili on line, con nuove modalità di fruizione del documento filmico/audiovisivo.
I soggetti interessati a tali questioni sono diversi, e differenti le loro finalità e quindi esigenze e rivendicazioni, riferibili soprattutto ad un uso, riuso, diffusione più ampi e liberi dei documenti audiovisivi.
Proviamo a tracciare una mappa molto schematica di questi soggetti, e delle loro funzioni, alcuni dei quali erano presenti, o rappresentati, al seminario: cineteche (conservazione, uso e diffusione culturale del patrimonio cinematografico); mediateche/videoteche, centri audiovisivi, sezioni di biblioteche, università, scuole, associazioni … (raccolta, conservazione uso e diffusione culturali, prestito per scopi educativi …); videoteche commerciali (noleggio, vendita di DVD); archivi audiovisivi che producono nuovi prodotti utilizzando spesso il proprio patrimonio (raccolta e conservazione, gestione di un patrimonio storico, valorizzazione, uso e diffusione, ma anche riuso e attività di produzione di nuovi documenti, e quindi di distribuzione); archivi televisivi (patrimonio da gestire, conservare e commercializzare, ed inoltre produzione-coproduzione, distribuzione, …); società di produzione cinematografiche, televisive, audiovisive (che lavorano su commissione o per conto proprio, e quindi tra le loro attività ci sono la produzione, vendita, distribuzione); registi e filmaker con una doppia veste: di autori che vogliono tutelati i loro diritti sulle proprie opere, ma anche di fruitori e riutilizzatori (esigenze di consultazione e accesso ai patrimoni archivistici, acquisto di brani di film di non fiction ma anche di fiction); studiosi, cinefili, storici contemporaneisti: esigenze di accesso e di uso dei materiali filmici, ma anche di riuso con rivendicazione di un diritto di citazione per una editoria scientifica a scopi didattici.
Tra le presenze al seminario più significative di rappresentanze di categorie specifiche vi erano:
l’AVI – Associazione Videoteche e Mediateche italiane, che rappresenta le esigenze di diffusione culturale ed educativa del patrimonio filmico di circoli, associazioni, videoteche, mediateche che non vendono ma rendono consultabile il patrimonio cinematografico, rivendicando una distinzione normativa tra coloro appunto che praticano il commercio e coloro che diffondono e prestano a scopo appunto culturale, quindi gratuito (particolarmente interessante in tal senso il protocollo d’intesa raggiunto tra l’AVI e la SIAE);
l’Univideo, che rappresenta le imprese di editoria audiovisiva e quindi di distribuzione, anch’esse interessate a una maggiore liberalità, in merito all’obbligo del bollino SIAE, proprio per favorire una circolazione più facilitata, con meno assolvimenti burocratici, di film su dvd;
la SIAE che, come è noto a tutti, rappresenta e cura, tra l’altro nei settori cinematografico, discografico e audiovisivo, gli interessi degli autori e degli aventi diritti patrimoniali.
Nel corso del seminario si è così avuto modo di ascoltare le diverse voci, le differenti esigenze, opinioni e proposte sui temi più controversi in materia di tutela del diritto d’autore, commerciale, culturale, comprese le voci relative al “nuovo” fenomeno del copyleft e delle “nuove” licenze creative commons.
L’obiettivo quindi di riuscire ad avere un quadro più chiaro sull’attuale normativa e sul ruolo di alcuni organismi, è stato raggiunto dal seminario organizzato dall’ANAI, in collaborazione con la Cineteca Nazionale.
I materiali e la documentazione raccolta, le trascrizioni degli interventi e del dibattito saranno resi disponibili, probabilmente prima dell’estate, su un cd-rom, una copia del quale potrà essere prenotata presso la segreteria dell’ANAI, previo un contributo di spesa minino per la sua preparazione (rivolgersi a Cecilia Pirola: segreteria@ANAI.org).

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