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Scritture di donne. La memoria restituita. Atti del convegno, Roma, 23-24 marzo 2004, a cura di Marina Caffiero e Manola Ida Venzo, Viella, Città di Castello 2007, pp.405

Micaela Procaccia

in Spazio libri
E’ a partire dal marzo 2001 che l’attività di ricerca di un gruppo di importanti istituti culturali romani ( IRSIFAR, Fondazione Lelio e Lisli Basso, Istituto Sturzo, Facoltà di lettere e filosofia dell’Università “La Sapienza”), su iniziativa dell’ANAI trova un comune terreno di indagine nella individuazione e valorizzazione delle fonti documentarie riguardanti la scrittura delle donne con la costituzione dell’Osservatorio sulla storia e la scrittura delle donne a Roma e nel Lazio. L’intento è quello di mettere a frutto le competenze professionali, diverse, ma complementari, di archivisti e storici, per affrontare una realtà che negli archivi e nelle biblioteche romane appare particolarmente ricca, investendo un arco temporale che corre almeno dal Cinquecento ai nostri giorni. Tra le iniziative alle quali l’Osservatorio darà vita particolarmente proficua risulterà quella  del progetto di ricerca avviato dall’Archivio di Stato di Roma e dalla Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza”, Per una storia della memoria e della scrittura  delle donne a Roma dal XVI al XX secolo: censimento delle fonti e elaborazione di repertori. Il progetto è stato promosso da Marina Caffiero e Manola Ida Venzo.
Nell’ottica di questo progetto, l’importante lavoro di repertoriazione delle fonti (l’ambito della ricerca è quello delle fonti non letterarie e non a stampa) è coniugato con la ricostruzione attenta dei contesti, attraverso l’indagine sociale e culturale e lo studio delle istituzioni e dei luoghi di produzione della scrittura femminile, insieme all’analisi dei modi femminili di scrivere. In sintesi, l’intento del progetto è quello di inserire la storia di genere in un contesto di storia generale.
I primi risultati di questa complessa indagine, che vede – tra l’altro – la schedatura informatica delle notizie raccolte, con la creazione di una base di dati di sicura utilità per gli studiosi, sono stati presentati nel corso del convegno di cui oggi si pubblicano gli atti, come primo volume di una collana intitolata «La memoria restituita. Fonti per la storia delle donne», diretta dalle stesse Caffiero e Venzo.
Gli atti presentano gli interventi al convegno, che ha visto, tra l’altro, la partecipazione di numerosi giovani ricercatori coinvolti nel progetto, in alcuni casi arricchiti e integrati rispetto alla loro presentazione orale. Accanto alla illustrazione dei criteri utilizzati per la ricerca e per la descrizione delle fonti individuate (Manola Ida Venzo) e ad una articolata ed esaustiva introduzione, nella quale vengono enucleate una serie di importanti e innovative prospettive di ricerca (Marina Caffiero), sono riportati i risultati degli studi condotti da un gruppo di ricercatori (archivisti e storici) su alcune delle fonti individuate. Gli studi specifici sono preceduti da un bel saggio di Attilio Bartoli Langeli, La scrittura come luogo delle differenze, che inserisce la diversità di genere all’interno delle molte diversità che caratterizzano la storia della scrittura latina nel corpo sociale, tra città e campagna, tra Nord e Sud, tra livelli di ricchezza diversi.
All’interno di questa cornice, gli interventi sono collocati secondo le prospettive di ricerca indicate da Marina Caffiero, e cioè per tipologia documentaria: diari, epistolari, memorie e suppliche. Fra i diari si collocano gli interventi di Marina Pieretti, Serena Proietti, Roberta De Simone, tutti relativi all’arco temporale che va dalla seconda metà del XVIII secolo al pieno XIX , mentre Luca Saletti analizza diari acquisiti fra le carte di processi per collaborazionismo tenutisi presso le Corti ordinarie e speciali di Roma fra il 1945 e il 1950. La sezione relativa agli epistolari appare particolarmente ricca, configurandosi come una vera e propria tipologia di scrittura “al femminile”: le ricerche di Marina Baldassarri sulla famiglia Sacchetti, di Barbara Scanzani sulle donne Barberini, di Gilda Corabi su Elena Aldobrandini, di Maria Vittoria Rinaldi sulle Odescalchi, di Maria Antonietta Quesada su Maria Sobieska, di Veronica Granata sulle donne Chigi e di Femina Tardiola sulla figura di Adelaide Albani Tondi, aprono nuove prospettive per la conoscenza “dall’interno” delle famiglie nobiliari romane tra XVI e XIX secolo.
Rossella Smargiassi, Elisabetta Picchietti, Daria Lenzuolo e Giulia Colombo, nella sezione sulle memorie e suppliche, analizzano soprattutto carte conservate negli archivi di conventi e confraternite religiose romane, rivelatisi una vera miniera di documentazione per la ricerca sulla scrittura delle donne. Dopo le «Conclusioni “aperte”» di Domenico Rocciolo, il volume si conclude con la presentazione del progetto di ricerca promosso dall’Istituto Luce e dall’IRSIFAR e curato da Patrizia Cacciani e Annabella Gioia, sulla immagine delle donne nella documentazione audiovisiva del Luce, in un percorso dai cinegiornali fascisti alla Settimana Incom.
I due volumi verranno presentati il 30 ottobre 2007, nella sala Pietro da Cortona in Campidoglio, con gli interventi di Patrizia Ferrara (Direzione generale per gli Archivi), Luca Serianni (Università La Sapienza di Roma), Silvana Seidel Menchi (Università di Pisa) e della giornalista Chiara Valentini.

Fondazione Ansaldo