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Un progetto sulle fonti anagrafiche: la banca dati dei nati “trentini” dal 1815 al 1923
![]() Si sta per concludere il progetto, avviato ormai 5 anni fa, voluto dall’Archivio Diocesano Tridentino assieme al Servizio Emigrazione e Solidarietà Internazionale della Provincia Autonoma di Trento, volto alla costituzione di una banca dati con tutti i nati nell’attuale provincia di Trento dal 1815 al 1923.
La sollecitazione maggiore per la progettazione di tale banca dati è stata fornita dall’entrata in vigore della legge n. 379 del 14 dicembre 2000, con la quale veniva riconosciuta la cittadinanza italiana anche alle persone nate e già residenti nei territori attualmente italiani ma appartenuti allora all’Impero austro-ungarico (vd. Trento, Bolzano, Gorizia, Trieste e alcuni comuni delle province di Belluno e Vicenza), emigrate all’estero prima del 16 luglio 1920. La quantità di richieste che confluivano sia all’archivio diocesano che all’ufficio emigrazione della provincia, soprattutto da persone di origine trentina emigrate verso i paesi dell’America latina, ha indotto fin da subito a prendere in considerazione seriamente il problema, nel tentativo sia di agevolare i richiedenti spesso in situazioni personali e familiari davvero difficili, sia in quello di snellire il più possibile lo svolgimento di pratiche già di per sé estremamente lunghe e farraginose.
L’idea è nata dal fatto che l’Archivio Diocesano conserva presso di sé, e mette quotidianamente a disposizione dell’utenza, la microfilmatura di tutti i registri parrocchiali della diocesi di Trento. Si tratta di un fondo composto da 254 bobine per un totale di circa 1.000.000 di fotogrammi (realizzati partendo da oltre 5000 volumi tra nati, matrimoni e morti) attuato tra l’autunno del 1985 e la primavera del 1987 grazie alla collaborazione tra l’archivio diocesano, la Genealogical Society di Salt Lake City e l’allora Assessorato alla cultura della Provincia Autonoma di Trento. L’importanza per la nostra provincia dei registri parrocchiali ai fini di stato civile si deve far risalire all’agosto del 1815, quando un decreto imperiale sancì il passaggio di competenze, dalle autorità civili a quelle ecclesiastiche. Da questo momento in poi, e per tutta la durata dell’annessione del Trentino all’Austria, saranno proprio i parroci a gestire e aggiornare lo stato civile, tanto che, dopo la rivisitazione dei confini nazionali seguiti alla fine della prima guerra mondiale, questo ruolo gli sarà riconosciuto anche dallo stato italiano. Attraverso il regio decreto n. 2013 del 24 settembre 1923, infatti, venne confermato ufficialmente che i parroci, avendo svolto attività di ufficiali di stato civile per il periodo 1815-1923, rimanevano autorizzati, per il medesimo periodo, al rilascio di certificazioni valide a tutti gli effetti civili.
Proprio grazie alla presenza di questi dati microfilmati e raccolti tutti in una medesima sede, sin dall’inizio sono state convogliate tutte le ricerche che giungevano ai parroci, ai comune e alle varie associazioni collegate con il mondo dell’emigrazione, presso l’archivio diocesano che con il suo personale si faceva carico di procedere alla ricerca, alla richiesta dei certificati presso la parrocchia competente in caso di esito positivo e quindi all’invio dello stesso al richiedente. Fin da subito era parso chiaro che la maggior parte di chi si rivolgeva all’archivio per ottenere il tanto agognato atto di nascita o matrimonio di bisnonni o trisavoli, aveva informazioni tanto scarse quanto lacunose e che la maggior parte si limitava solo ad indicare come zona di provenienza il Tirolo. Anche per questo motivo è sembrata una ottimale soluzione poter contare su una banca dati completa, da cui ricavare tutto quanto non noto ai cosiddetti ‘emigrati di origine trentina’. Il progetto ha visto quindi la luce nel 2002 con tre operatori che, parrocchia dopo parrocchia, iniziando dai decanati che a partire dalla metà dell’Ottocento erano stati maggiormente interessati dal fenomeno migratorio, inserivano in una banca dati ogni singolo nato, con la data completa, le generalità dei genitori, la parrocchia e il comune di origine.
Oggi, dopo cinque anni possiamo contare sull’apporto di ben sette operatori, l’intera banca dati contiene un totale di circa 1.100.000 schede anagrafiche, sono stati completati 30 decanati su 33, per un totale di 397 parrocchie sulle 421 con archivio di interesse storico rispetto alle 454 complessive. Si prevede che entro la primavera 2008 il database sarà completato con i dati anche delle parrocchie mancanti, in modo da presentare l’intero lavoro all’interno di un convegno in cui poter illustrare tutte le potenzialità della realizzazione. Infatti, non solo si riescono ormai a soddisfare anche le ricerche apparentemente più complesse, ma si intravedono già numerosi altri campi di interesse. Il database permetterà per esempio di svolgere una serie di ricerche a livello demografico su tutto il territorio trentino: studiare la natalità distribuita nelle varie valli, la mortalità infantile (in quanto vengono inseriti anche tutti i bambini nati morti), la distribuzione di famiglie più o meno numerose, gli incrementi e le depressioni demografiche di singoli paesi o intere vallate e probabilmente molto altro ancora. |
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