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L’Archivio cinematografico di Eni (origine, formazione, fondi) - Archiexpo II edizione – Milano, 15-17 novembre 2007

Sandro Giuliani

in nn. 1-2/2008

Patrimonio

Prima di affrontare il tema specifico della sezione cinematografica è opportuno fornire alcune indicazioni di massima sull’archivio storico Eni. Intorno a questo patrimonio che oggi occupa 5 chilometri di documentazione cartacea, 400.000 immagini fotografiche e 5.000 unità audiovisive, Eni si è cominciata a muovere dalla seconda metà degli anni Ottanta con i primi interventi di ordinamento della segreteria di Enrico Mattei e successivamente con interventi di ordinamento di alcune serie. In questo modo si è venuto a creare il primo nucleo “storico” legato soprattutto alla documentazione funzionale alla ricostruzione degli anni in cui Eni era guidata dal suo primo presidente: Enrico Mattei.
Nel corso degli anni novanta sono state raccolte le testimonianze orali. Nel febbraio 1993 l’archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico dalla sovrintendenza archivistica per il Lazio. Nel 2000 viene costituito l’ ufficio “Archivio storico”, che raggiungerà la piena operatività nel maggio 2006 con l’inaugurazione della sede di Pomezia, che ospita attualmente l’archivio e una piccola esposizione di oggetti legati al mondo della ricerca e della produzione degli idrocarburi[1].


[1] Si accede mediante appuntamento e richiesta al responsabile dell’Archivio storico. La ricerca è aperta a tutti coloro ne facciano richiesta e si possono consultare tutti i documenti con data antecedente all’ultimo trentennio e già ordinati. La ricerca può essere fatta mediante una banca dati informatizzata effettuando ricerche correlate.

Archivio cinematografico

L’archivio cinematografico Eni[1] viene organizzato nel giugno 2006 con i primi versamenti di pellicole, Betacam e Vhs provenienti dalla Cineteca Agi di Roma, dai depositi delle ex società Snam, Agip e Agip Petroli di Genova e Milano, incorporate da Eni, dal versamento di Shell Italiana – proveniente dalla Italiana Petroli (Ip) - dal materiale pubblicitario conservato da Eni Comunicazione e dall’archivio personale di Jean Michel Folon. Con questo materiale si è così costituita una nuova sezione dell’archivio storico Eni, che si affianca all’archivio documentario e all’archivio fotografico.
L’archivio si articola in 5 fondi: Eni, Gas&Power (ex Snam), Exploration & Production (ex Agip), Refining & Marketing (ex Agip Petroli) e Aggregati; da quest’ultimo discendono 3 subfondi (Shell Italiana, Folon, Eni Comunicazione).
 
Storage
 
All’articolazione dei fondi è seguita la fase di riconoscimento dei diversi formati dei supporti.
Pellicole in triacetato di cellulosa e poliestere:
 35 mm.
 16 mm.
 8 mm. e super 8
Nastri magnetici in diversi formati:
  ¾ Umatic e ¾’’ Umatic SP
 Betamax
 Vhs e S-Vhs
 Betacam e Betacam SP, Digital Betacam
 D1, D2 e D3
 Video 8 e Hi8, DVCam, MiniDv, DvcPro, Digital 8
Supporti digitali (Dvd, Cd Video) in diversi formati
 
Il materiale così suddiviso è stato posizionato su scaffalature compactus e impilato su ripiani secondo un’omogenea distribuzione dei carichi.
 Accesso e consultazione
 
Ultimato lo storage e sulla base delle informazioni reperibili in sede di censimento è stato necessario implementare un database relazionale in grado di permettere una prima raccolta di record relativi al materiale archiviato strutturati secondo le norme dello standard Fiaf.
Si è scelto pertanto di adottare in questa prima fase, il DBMS Filemaker Pro 8.5 in attesa di sviluppare in futuro un data base in grado di lavorare in ambiente XML.
Il database è stato strutturato in tre sezioni principali:
Scheda censimento: consente di reperire le informazioni generali dell’Unità Audiovisiva (UA)
Scheda film: consente di reperire credits e time code dell’UA e di accedere alla eventuale filmografia del regista
Scheda topografica: consente il recupero e l’analisi fisica dell’UA con la descrizione dello stato di conservazione.
Ultimato lo storage e sulla base delle informazioni reperibili in sede di censimento è stato necessario implementare un database relazionale in grado di permettere una prima raccolta di record relativi al materiale archiviato strutturati secondo le norme dello standard Fiaf.
 
Strumenti di riproduzione, monitoraggio e conservazione a lungo termine
 
La prima operazione di “recupero materiali” è stata attuata realizzando una stazione di regia munita di lettori delle UA magnetiche nei diversi formati (Vhs, Betacam, ¾ Umatic, Betamax) e dotata di un sistema di switch in grado tradurre la traccia magnetica in formato digitale.
Sono stati recuperati e restaurati anche una moviola Prevost 6 piatti per la visione di pellicole 16 e 35 mm e due tavoli passa-film per il controllo manuale dei singoli fotogrammi.
A completamento della dotazione di chek-up e monitoraggio, l’Archivio ha acquistato un D-Observer Digital Table che permette la ricognizione dello stato di conservazione della pellicola e il trasferimento in formato digitale.
 
Tipologia delle unità audiovisive
 
L’Archivio Cinematografico Eni conserva, - su diversi supporti - le registrazioni d’immagini in movimento con o senza accompagnamento sonoro prodotte dalla impresa (Agip dal ’26 e poi Eni) sino ad oggi. A questo nucleo documentario sono riconducibili diverse tipologie audiovisive ed in particolare:
 
documentario
filmato amatoriale
cinegiornale
spot pubblicitario
registrazione televisiva
registrazione sonora
 
Il documentario. Eni e il grande cinema italiano
 
L’Archivio può vantare una serie di pietre miliari della storia del cinema industriale tra la fine degli Anni Cinquanta e gli Anni Sessanta, come Ritratto di una grande impresa di Francesco Vaccari (1959), Oduroh di Gilbert Bovay (1964), Oro Nero sul Mar Rosso di Vittorio Gallo (1964), Gasducto del Sur di Valentino Orsini su testo dei fratelli Taviani (1966), La via del petrolio di Bernardo Bertolucci (1967), Ricordo di Enrico Mattei (1968) di Sergio Zavoli, le opere di Gillo Pontecorvo e Folco Quilici, nel corso degli anni Ottanta. Preziose sono inoltre alcune collaborazioni eccellenti: con Leonardo Sciascia in Gela antica e nuova di Giuseppe Ferrara (1964), con Gian Gaspare Napolitano in Ritratto di una grande impresa, con Ettore Margadonna e Alberto Moravia in Gasducto del Sur, fino a Lucio Dalla e Tonino Guerra in Icam, 300 giorni di Valentino Orsini (1986).
 
Eni presenta la versione restaurata de La via del petrolio a Venezia
 
In occasione della consegna al regista Bernardo Bertolucci del Leone d’Oro del 75°, il premio eccezionale istituito per celebrare i 75 anni della Mostra del Cinema di Venezia, Eni in collaborazione con la Cineteca Nazionale, ha promosso il restauro de La via del petrolio primo ed unico documentario del regista. Grazie a questa operazione, il 7 settembre 2007 sono state presentate al Lido, in Sala Grande, le tre puntate che Bertolucci realizzò tra l’ottobre e il novembre 1966 per raccontare il viaggio del petrolio dalla fase di ricerca ed estrazione sui monti Zagros in Iran, al trasporto in nave attraverso il canale di Suez e il Mediterraneo fino a Genova, per proseguire attraverso l’oleodotto che lo porterà alla raffineria di Ingolstadt in Germania. 

Il filmato amatoriale

Accanto alle “grandi firme” sono conservati diversi resoconti filmati, realizzati dai tecnici Agip alla fine degli Anni Cinquanta in regioni dell’Africa e del Medio Oriente per documentare lo stile di vita delle popolazioni locali, le loro abitudini, le caratteristiche del territorio. Di grande interesse i filmati in 8 e 16 mm. realizzati nelle zone di Mekran e dei Monti Zagros (Iran) tra 1958 e 1961.

Il cinegiornale

L’Archivio Cinematografico è anche in possesso di negativi, positivi e tagli di cinegiornali storici (Settimana Incom, Cinegiornali Sedi), realizzati sin dai primordi della storia di Eni, in cui sono raccontati gli eventi della presidenza Mattei: inaugurazioni di impianti, visite di personalità italiane e straniere, convegni, fiere.Di questo ricco materiale meritano di essere menzionati la cronaca del 4° Trofeo Supercortemaggiore (1955), la visita di Segni ai laboratori di Metanopoli (1956), il viaggio in Iran di Gronchi e l’incontro con Mattei (1957) per il perfezionamento dell'accordo italo-iraniano, la visita dello Scià di Persia Reza Pahlevi a San Donato Milanese (1958), la costruzione della centrale di Latina (1959), la posa della prima pietra allo stabilimento petrolchimico di Gela (1960) e la scoperta del metano a Ferrandina (1960). 

Lo spot pubblicitario e la registrazione televisiva

Un’altra preziosa fonte dell’archivio è rappresentata dagli spot pubblicitari, realizzati dalle aziende poi confluite in Eni (Agip, Agip Petroli, Snam), molti dei quali divenuti celebri con Carosello (1957-1971), grazie ai contributi di attori e personaggi dello spettacolo del calibro di Dario Fo e Franca Rame, Franca Valeri, Gabriele Ferzetti, Alberto Bonucci e Raffaella Carrà. Di particolare interesse e rarità sono anche  le animazioni pubblicitarie, come Servizio nelle stazioni di rifornimento (1955), Jip il punto di partenza (1959) e Don Chisciotte per la benzina Supercortemaggiore, fino a Petrolik (1984).
L’ Archivio dispone inoltre di circa 300 tra Betacam, Betamax e VHS, provenienti da Agip Petroli e Samim, con dettagliate registrazioni di programmi televisivi, telegiornali, interviste, dossier, inchieste relative alla storia della raffinazione italiana dagli anni Settanta ad oggi. 

La registrazione sonora

Tra le registrazioni sonore sono conservate, su diversi supporti, registrazioni di tracce audio. Si tratta di circa un centinaio di pezzi riconducibili a tre diverse famiglie di contenuti:
 
discorsi di Enrico Mattei e personalità politiche registrati in occasioni di visite o inaugurazioni (su dischi 78 giri in vinile)
i messaggi dei familiari di personale Eni impiegato all’estero (trasmessi via radio, negli anni Cinquanta, grazie ad un accordo con la Rai)
le interviste fatte ad ex dirigenti Eni (interamente trascritte) ed infine le più recenti registrazioni delle assemblee degli azionisti 

L’Archivio Eni in rete

All’interno del sito Eni  è possibile accedere alla sezione relativa all’Archivio Cinematografico attraverso il seguente link http://www.eni.it/it_IT/azienda/storia/la-nostra-storia.page dove è possibile avere notizie dettagliate e aggiornate dell’attività dell’archivio.


[1] Nell’Archivio Cinematografico sono conservate allo stato attuale 4.968 unità audiovisive (per un totale di 1.343 titoli), così suddivise:
 
- pellicole: 2.937
- nastri magnetici: 1.632
- Dvd - Cd video: 399
- 16 mm: 343
- 35 mm: 176
- Betacam restaurati: 117
- Betacam non restaurati: 79
- Vhs, Betamax, D1 e ¾ Umatic: 436
- Dvd: 192

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