|
All’Archivio storico della Banca d’Italia il Cultural Heritage Prize
![]()
1. Introduzione
La European Association for Banking and Financial History (EABH)[1], ha indetto quest’anno per la prima volta il “Cultural Heritage Prize”, allo scopo di premiare l’archivio che meglio si è adoperato nella salvaguardia della memoria culturale e del patrimonio documentale dell’istituzione da cui promana.
Il premio è stato assegnato all’Archivio storico della Banca d’Italia (ASBI) ed è stato consegnato al dr. Cardarelli, responsabile dell’ASBI, in occasione della conferenza annuale dell’EABH tenutasi a Francoforte il 29 maggio 2008. Alla cerimonia di premiazione erano presenti circa 120 personalità del mondo finanziario europeo e americano convenuti presso Villa Metzler - Bonames.
Tra i parametri presi in considerazione dalla giuria internazionale sono da mettere in evidenza:
l’accessibilità dell’archivio, che tiene conto sia della politica di riservatezza seguita che della facilità di accesso all’informazione;
la ricchezza della documentazione conservata, vale a dire la rilevanza qualitativa e quantitativa, ai fini della ricerca storica, delle fonti messe in consultazione;
alcune caratteristiche particolari dell’archivio (grado di informatizzazione, qualità dello staff, gestione dei flussi documentari all’interno dell’istituzione, etc.). I motivi principali per l’assegnazione del Premio alla Banca d’Italia da parte della giuria, presieduta dal dr. Rolf E. Breuer, ex direttore della Deutsche Bank, sono stati: la libera consultazione dell’Archivio al pubblico sin dal 1969, l’analiticità dell’inventariazione e la ricchezza dell’Archivio, che conserva documenti di vario genere, non da ultimo le interviste orali a personaggi di rilievo nel panorama economico-finanziario.
È stato così riconosciuto il notevole impegno da sempre profuso dall’Istituto in questo settore, allo scopo di fornire all’utenza un servizio di alta qualità, nella consapevolezza che salvaguardare e rendere facilmente accessibile il proprio patrimonio storico è innanzitutto un “dovere civico” di trasparenza e di apertura nei confronti della collettività. Ciò in considerazione sia dell’entità e della natura del proprio patrimonio documentale unico nel suo genere, sia della peculiare attività svolta dal nostro Istituto e dal particolare ruolo di attore/osservatore privilegiato in tutti i principali eventi economici del nostro Paese.
2. L’accessibilità dell’Archivio storico della Banca d’Italia
Come già accennato, l’Archivio storico della Banca d’Italia (ASBI) fu costituito e aperto al pubblico sin dal 1969, facendo leva sulla consolidata tradizione dell’Istituto nel campo della corretta conservazione e della piena fruibilità del proprio patrimonio documentale. A partire dal 2003 l’ASBI ha sede a Villa Huffer, in via Nazionale 191 a Roma, in uno stabile di prestigio dotato di un’ampia e attrezzata sala studio.
Nel rispetto della normativa esterna (Codice dei Beni culturali del 2004 e successivi aggiornamenti del D.Lgt. 156/2006) è consentita la piena accessibilità e la libera consultabilità della documentazione archivistica relativa ad affari conclusi da oltre 40 anni, fatte salve le eccezioni, previste dalla normativa stessa, relative ai documenti di politica estera o interna dello Stato (consultabili dopo 50 anni) e ai dati personali sensibili riservati (consultabili dopo 70 anni). Presentando un adeguato progetto di ricerca è possibile ottenere il permesso di consultare la documentazione non riservata relativa ad affari conclusi da almeno 30 anni. L’applicativo impiegato per la schedatura e la consultazione della documentazione consente di effettuare una scrematura automatica dei documenti: è infatti possibile impedire, all’interno di un fascicolo, la consultazione di singoli documenti di carattere riservato.
Possono essere richieste fotocopie dei documenti; dal 1997 è possibile richiedere il rilascio delle copie direttamente su CD-Rom. Le richieste di poter fotografare i documenti dell’ASBI con apparecchiature di proprietà degli studiosi sono esaminate ed eventualmente autorizzate di volta in volta. I documenti rilasciati in copia possono essere citati o pubblicati, riportando nella citazione le specifiche indicazioni fornite dall’ASBI. Non è consentita la cessione a terzi delle riproduzioni dei documenti.
Dal 2003 al 2007 l’ASBI ha registrato circa 1.800 giornate di presenza di studiosi per un totale di 360 ricerche svolte, con conseguente rilascio di oltre 180 mila copie di documenti e circa 170 riproduzioni digitali di materiale fotografico.
3. Il patrimonio conservato dall’ASBI
Il ruolo peculiare di attore/osservatore privilegiato che la Banca d’Italia ha sempre avuto in tutti i principali eventi economici, politici e sociali del Paese si riflette inevitabilmente sulla documentazione storica prodotta e conservata, qualificando così l’ASBI come la fonte archivistica più importante per le ricerche sulla storia economica e bancaria italiana degli ultimi 160 anni. In molti casi (per esempio per la storia delle banche di piccole – medie dimensioni) la documentazione è presente solo ed esclusivamente presso questo Archivio.
Pur avendo un carattere unitario, l’ASBI è suddiviso sul piano organizzativo tra l’Archivio storico dell’Amministrazione Centrale e le Sezioni storiche delle Filiali, la cui gestione è affidata alle stesse dipendenze periferiche con la supervisione dell’Archivio storico dell’Amministrazione Centrale.
Il patrimonio archivistico della Banca d’Italia è articolato in tre sezioni:
1) patrimonio documentale
2) patrimonio fotografico
3) patrimonio multimediale
1) Il patrimonio documentale è organizzato secondo le norme internazionali ISAD(G), che permettono di collocare ogni insieme di documenti nel loro contesto storico di produzione. Allo stato attuale si compone di 20 fondi, di cui il più importante è il fondo Banca d’Italia, a sua volta suddiviso in oltre 200 sottofondi. Ogni sottofondo riguarda un insieme documentale prodotto da un Servizio o struttura della Banca nell’esercizio della sua funzione (Vigilanza, Studi, Personale, Stabili, etc.), da una filiale dell’Istituto (un sottofondo per ciascuna rappresentanza periferica dell’Istituto) o da un componente del Direttorio. Il fondo Banca d’Italia comprende anche le carte degli organi di vertice dell’Istituto e quelle della Banca di Genova e Torino, istituti predecessori della Banca. Tra gli altri fondi si segnalano il Consorzio per sovvenzioni su valori industriali, l’Ispettorato per la difesa del risparmio e l’esercizio del credito, il Credito Fondiario, la Cassa per la circolazione monetaria della Somalia, i Magazzini Generali di Tripoli (tutti enti cessati funzionalmente collegati alla Banca d’Italia o da essa promossi); le carte della Banca Nazionale Toscana; il fondo dell’Unione Sindacale tra il Personale dell’Istituto di Emissione; le Raccolte diverse, tra cui quella della normativa interna dell’Istituto, le relazioni dei Servizi dell’Amministrazione centrale, gli statuti, i regolamenti e i bilanci di diversi istituti di credito italiani ed esteri o aziende finanziarie e commerciali raccolte per fini statistici e di ricerca e le relazioni annuali di alcuni enti predecessori della Banca d'Italia e dell’Istituto stesso e del Credito fondiario; le carte di alcune personalità (ministri economici, economisti, esponenti dell’Istituto, etc.) che hanno avuto un ruolo di rilievo nell’economia italiana, pervenute all’ASBI sia per donazione che per deposito volontario (tra gli altri si segnalano: Paolo Baffi, Alberto Beneduce, Federico Caffè, Antonio D’Aroma, Alberto De’ Stefani, Guido Jung, Donato Menichella, Giovanni Orgera, Guido Rey, Guido Ruta, Bonaldo Stringher).
Si tratta di un patrimonio costituito complessivamente da oltre 220.000 unità archivistiche, per uno sviluppo pari a circa 13,5 chilometri lineari e per un totale di oltre 100 milioni di documenti che coprono un arco temporale che va dalla prima metà dell’800 al 1975.
2) Il patrimonio fotografico è costituito da oltre 12.000 immagini tra singole foto, provini e album di positivi e un piccolo nucleo di negativi su supporto flessibile e lastre. Gran parte delle immagini sono state prodotte o acquisite dall’Istituto nel corso delle proprie attività, mentre alcune sono state donate da privati o direttamente acquistate all’esterno da enti pubblici o privati in quanto testimonianze di eventi particolarmente importanti per la storia della Banca.
3) Il patrimonio multimediale, di recente formazione, è costituito da filmati, video e opere audiovisive nonché documentazioni di manifestazioni sonore e verbali, comunque registrate (nastro, pellicola, videodisco, DVD), prodotti o a vario titolo in possesso della Banca. Comprende inoltre le registrazioni di interviste a personaggi che abbiano avuto esperienze in campo monetario, finanziario, creditizio, allo scopo di creare un ulteriore strumento per lo studio della storia economica, con particolare riferimento alle aree che rientrano nei compiti istituzionali della Banca. È in corso di realizzazione l’intervista all’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che è stato Governatore della Banca d’Italia dal 1979 al 1993.
4. Cosa rende “speciale” l’ASBI
Si riassumono di seguito le caratteristiche principali dell’ASBI, che sono state oggetto del documento con cui esso ha avanzato all’EABH la propria candidatura per il Cultural Heritage Prize.
Informatizzazione: l’ASBI vanta ormai da anni una consolidata esperienza nell’informatizzazione della gestione e della consultazione del proprio patrimonio archivistico. Risalgono, infatti, agli inizi degli anni ’70 le prime attività di microfilmatura dei documenti storici, al fine di salvaguardare gli originali dai possibili danneggiamenti derivanti dalla loro consultazione, e la redazione automatizzata degli inventari. Nel 1987 fu avviata, tra le prime in Italia, la schedatura elettronica dei documenti, con l’impiego di un applicativo informatico integrato appositamente realizzato e personalizzato, che ha rappresentato uno dei principali punti di forza dell’ASBI, in quanto consente allo studioso ricerche rapide e molto analitiche sulla documentazione conservata, sino a livello di singolo documento. Finora sono state prodotte circa 216 mila schede informatiche molto analitiche, che coprono il 44 per cento del totale delle unità archivistiche conservate in Amministrazione Centrale. In un ottica di continua evoluzione informatica, nel 1996 si è passati dalla microfilmatura alla scansione digitale, con l’obiettivo di digitalizzare l’intero patrimonio documentale. Ad oggi sono state digitalizzate circa 16 milioni di immagini, che riguardano i fondi maggiormente consultati. Le schede informatiche e le immagini digitalizzate consentono agli studiosi di navigare in modo rapido ed efficiente nell’intero ASBI, abbattendo in modo drastico i tempi necessari per le ricerche e limitando al minimo la movimentazione dei documenti originali.
Revisione del software dell’ASBI e consultazione via web: è in corso di realizzazione un ambizioso progetto che mira essenzialmente alla realizzazione di un nuovo software che sia in grado di soddisfare tre obiettivi fondamentali: a) automatizzazione e integrazione di tutte le attività svolte in archivio (gestione dei depositi, produzione delle schede archivistiche informatiche, digitalizzazione dei documenti, gestione delle informazioni relative agli studiosi e conseguente elaborazione di statistiche, consultazione delle schede e dei relativi singoli documenti); lo scopo è quello di garantire servizi all’utenza contraddistinti da un notevole abbattimento nei tempi di esecuzione e nelle possibilità di errore; b) integrazione completa delle tre sezioni di cui si compone l’ASBI: documentale, fotografico e multimediale; lo scopo è quello di consentire una ricerca sull’intero patrimonio archivistico, a prescindere dalla diversa tipologia della documentazione e dal supporto impiegato (carta, filmati, fotografie, etc.); c) consultazione via web del database e delle immagini digitalizzate; lo scopo è quello di rendere fruibile il patrimonio archivistico ad un’utenza esterna sempre più vasta e non necessariamente specializzata, che non dovrà recarsi direttamente presso le strutture della Banca, ma, avvalendosi della rete Internet, potrà ugualmente contare su un elevato livello di servizio offerto.
Politica archivistica: sin dagli inizi degli anni ’70 la Banca si è dotata di un organico piano di classificazione e di un massimario di scarto, adeguati poi nel corso degli anni all’evoluzione delle funzioni svolte, allo scopo di salvaguardare il documento fin dalla sua creazione, nonché di consentire la sua reperibilità e consultabilità per il futuro. Dal 1981 è in vigore il regolamento dell’Archivio centrale, poi inserito nella normativa interna sugli archivi, per definire i criteri cui i vari Servizi e le Filiali dell’Istituto debbono attenersi per garantire il corretto versamento delle carte nell’archivio di deposito e poi in quello storico. L’ASBI esamina e approva le proposte di scarto predisposte dalle varie strutture dell’Istituto; esso inoltre collabora alla definizione e all’aggiornamento del Titolario e del Massimario di scarto. Dal 2003 al 2007 sono state esaminate circa 100 proposte di scarto. È stato inoltre elaborato un regolamento che disciplina dettagliatamente le condizioni di consultabilità della documentazione, nonché i diritti e i doveri dello studioso.
Sicurezza: la microfilmatura prima e la digitalizzazione poi hanno consentito di raggiungere elevati livelli di sicurezza nella gestione e nella conservazione della documentazione, preservando la Banca da possibili rischi di perdita o danneggiamento della propria documentazione dovuti sia a eventi esterni di varia natura, sia all’usura derivante dalla consultazione. È stato così possibile conciliare due contrapposte esigenze: quella di garantire la massima consultabilità delle carte ad un sempre più ampio numero di utenti e quella di assicurare comunque una corretta conservazione del documento.
Reparto riproduzione documenti: l’attività di digitalizzazione della documentazione viene svolta all’interno della Banca da un apposito reparto di operai, fornito delle più moderne apparecchiature (scanner a ripresa veloce, lenta e per grandi formati).
L’intera filiera di lavorazione delle carte si svolge così all’interno dell’Istituto; ciò consente di monitorare costantemente la movimentazione e le varie fasi di lavorazione della documentazione in condizioni di assoluta sicurezza e garantendo elevati livelli di qualità nella riproduzione delle immagini.
Politica di acquisizioni: gli elevati livelli di affidabilità nella gestione e conservazione delle carte storiche, la disponibilità di risorse umane e tecnologiche specializzate, la particolare “sensibilità” mostrata dall’Istituto nei confronti del proprio patrimonio archivistico considerato come bene culturale insostituibile, hanno indotto anche istituzioni esterne a considerare l’ASBI come un polo di conservazione per i propri archivi. L’ASBI sta, infatti, acquisendo, oltre ad alcuni archivi personali, anche l’archivio dell’ex Ufficio Italiano dei Cambi (UIC); potrebbe inoltre acquisire quello dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI). Il tutto per un totale di oltre 3 chilometri lineari di documentazione. Si tratta di documentazione di notevole interesse culturale, per effetto delle particolari funzioni svolte dai due istituti: l’UIC, ente pubblico istituito nel 1945, riformato nel 1998, e confluito a partire dal 2008 in Banca d'Italia, ha svolto dapprima la funzione di "monopolio dei cambi" ed è poi stato impegnato in compiti di statistiche di bilancia dei pagamenti, di gestione delle riserve valutarie, di prevenzione e contrasto del riciclaggio dei proventi di reato; l’IRI, costituito nel 1933 con il compito di gestire le partecipazioni industriali delle banche miste dopo la crisi del 1929, è stato un istituto chiave dell’economia italiana per circa 70 anni, trovandosi a controllare una gran parte del sistema industriale e bancario del Paese. Sulla base di tali considerazioni è facile comprendere come tali archivi rafforzino ulteriormente il ruolo che l’ASBI svolge quale strumento insostituibile per le ricerche storiche non solo nell’ambito della politica monetaria, economica e bancaria del Paese, ma anche di quella industriale e internazionale.
Progetto Filiali della Banca d’Italia: a partire dal 2000 l’ASBI è impegnato in un progetto che mira a estendere alle Filiali il sistema di gestione e inventariazione da tempo adottato presso l’Amministrazione Centrale. L’obiettivo è quello di realizzare una piena integrazione del patrimonio storico documentale dell’Istituto facendo confluire le informazioni in un’unica base dati e di migliorare per questa via la fruibilità della documentazione conservata nelle dipendenze periferiche, a beneficio della comunità degli studiosi. Il recente piano di riorganizzazione territoriale approvato dalla Banca d’Italia comporterà la chiusura o la ristrutturazione funzionale, nei prossimi anni, di alcune dipendenze periferiche. In tale ambito l’ASBI ha già avviato un importante piano di salvaguardia del patrimonio archivistico delle dipendenze interessate dalla riforma, prevedendo l’accentramento delle carte presso l’Amministrazione Centrale.
Progetto Oral history: l'ASBI è impegnato nella realizzazione di un archivio di fonti orali attraverso la realizzazione di una serie di interviste a personaggi, interni o esterni alla Banca d’Italia, che abbiano avuto un ruolo rilevante in campo monetario, finanziario e creditizio. Le interviste si propongono di fornire agli studiosi nuovi strumenti di analisi, in aggiunta a quelli già disponibili, per lo studio della storia economica (con particolare riferimento alle aree che rientrano nei compiti istituzionali della Banca d’Italia) e di quegli aspetti che, pure importanti, non si prestano ad essere studiati attraverso la documentazione tradizionale (rapporti e modalità di lavoro, rapporti tra le persone e i vertici di un’istituzione, genesi “nascosta” dei processi decisionali, etc).
Struttura organizzativa: a partire dal 9 luglio del 2007 l’ASBI fa parte della Divisione Biblioteca e Archivio storico del Servizio Studi di struttura economica e finanziaria. Lo staff è costituito da 29 elementi di cui 7 amministrativi, 7 archivisti, 1 tecnico, 4 addetti alla gestione dei depositi e 10 operai addetti alla digitalizzazione dei documenti.
Sulla scia del riconoscimento ricevuto, ora anche a livello europeo, l’ASBI continuerà a promuovere un’incessante attività di informatizzazione e di innalzamento del livello di servizio offerto, allo scopo di mantenere una posizione di leader nella salvaguardia del patrimonio e della memoria storici, nella piena consapevolezza che non esiste modo migliore per giudicare il futuro se non muovendo dal passato.
[1] L’EABH è un ente culturale che raggruppa 80 fra le maggiori banche centrali e istituzioni bancarie e finanziarie di 27 paesi europei e ha la finalità di promuovere ricerche sulla storia bancaria e finanziaria europea nonché iniziative sulla conservazione e l'accessibilità delle fonti d'archivio.
|
|||