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Affresco di una professione: il notaio. Documenti, memoria storica ed esigenze contemporanee

Jessica Forani e Pamela Galeazzi

in n. 3/2008

Il 20 ed il 21 giugno 2008 si sono tenuti a Fabriano (AN) presso il Museo della carta e della filigrana e presso l'Oratorio della carità l’inaugurazione della mostra documentaria ed il convegno di studi dal titolo «Il notariato in area umbro-marchigiana: esperienze professionali e produzione documentaria secc. X-XVI», organizzati dall'Archivio di Stato di Ancona e dalla Sezione di Fabriano in collaborazione con l'Archivio di Stato di Perugia, il Comitato regionale dei Consigli notarili delle Marche e il Consiglio notarile di Perugia.

All'iniziativa, patrocinata dalla Regione Marche e dalla Provincia di Ancona, hanno partecipato numerosi esponenti del mondo degli archivi e del notariato presentando diverse ed interessanti relazioni su alcuni dei principali aspetti che hanno caratterizzato, nel corso dei secoli, la professione e la vita del notaio.
Diversi esponenti della politica marchigiana hanno portato i loro saluti ed il loro plauso per l'iniziativa; Giuliana Bartolini, coordinatore della Commissione studi storici del Consiglio nazionale del notariato, ha aperto il convegno con un intervento sulla figura del notaio tra passato e presente, mettendo in luce la mancanza di studi al riguardo in area marchigiana.
Gli interventi del pomeriggio del 20 giugno hanno rappresentato una prima risposta a questo appunto:
Manuela Morosin (La documentazione fabrianese: un ponte tra Marche ed Umbria) ha tracciato una breve storia del Comune di Fabriano e dei suoi notai, anche attraverso la descrizione dei documenti esposti in mostra; Giancarlo Castagnari (Le fonti notarili per la storia della carta nell’archivio storico comunale di Fabriano) ha trattato un argomento di grande importanza per Fabriano, ovvero la sua storia attraverso le cartiere, sottolineando come la vita di queste e dei maestri cartai sia tracciabile attraverso le carte notarili e l'attività dei notai che le hanno rogate; infine l'intervento di don Ugo Paoli sul frammento di Statuto di Fabriano, conservato presso l'Archivio di Stato di Perugia, ha aperto la cerimonia di riconsegna del pezzo alla Sezione di Fabriano, è seguita l'inaugurazione della mostra (aperta fino al 22 luglio) nella quale, attraverso i documenti esposti, si è voluto offrire uno scorcio della vita e dell'opera dei notai nei secoli che hanno preceduto la riforma sistina.
Il 21 giugno, dopo un'interessante prolusione del notaio Adriano Crispolti (presidente del Consiglio notarile di Perugia), la giornata si è aperta con l'intervento del prof. Roberto Abbondanza (Per la storia del notariato italiano: l’esperienza di Perugia) che ha tracciato una storia delle vicende e delle esperienze professionali del notariato perugino, ricostruzione resa possibile in particolar modo dallo studio delle matricole degli scolari dello Studium di Perugia; a seguire Clara Cutini, direttore dell'Archivio di Stato di Perugia, la quale ha parlato dell'azione di recupero degli statuti e delle matricole del consorzio dei notai di Perugia, puntando l’attenzione sul fatto che molta documentazione dello stesso tipo è tuttora conservata presso biblioteche o in collezioni private e, perciò, riacquisibile o consultabile con grandi difficoltà, offrendo un importante spunto di riflessione per quelli che dovrebbero essere gli interventi per la salvaguardia di questi documenti.
La relazione di Giorgio Tamba e Francesco Gibboni ha illustrato la formazione e la lingua dei notai di area marchigiana ricostruendo, attraverso lo studio diretto sulla documentazione, la figura di un notaio il quale usa una lingua mista di cattivo latino e volgare, dimostrando di risentire molto poco della diffusione delle scuole di notariato pur presenti nel territorio.
Dopo un breve excursus sugli archivi notarili presenti nei Comuni dell'Umbria svolto da Stefania Maroni, Alfredo Morelli ha parlato dei problemi di destinazione dei fondi notarili conservati presso i Comuni.
Giovanna Giubbini, direttore dell'Archivio di Stato di Ancona, con il suo contributo (La produzione notarile delle città di Ancona e di Fabriano) ha messo in luce la particolare realtà di Ancona attraverso i documenti che testimoniano l'assenza di un collegio di notai, pur presenti in numero elevato nella città marchigiana.
Enrico Marmocchi, nella brillante relazione che vede il documento notarile come luogo della memoria, ha posto l’accento sull’importanza della figura del notaio nella società contemporanea.
Sono, quindi, seguiti gli interventi di Franco Mariani che, attraverso gli incipit degli atti notarili, ha delineato la figura di Piero di Lorenzo, mercante di carta fabrianese e di Alberto Maria Sartore che attraverso le carte dell'Ospedale di S. Maria della Misericordia di Perugia conservate nell’AS Perugia ha ricostruito una dinastia di notai perugini del secolo XIV.
Ha fatto seguito, poi, l’interessante relazione di Sabino Patruno sui contratti dotali e quella di Carlo Carosi, presidente della fondazione Giorgio Costamagna di Genova, che ha descritto un processo fra mercanti anconetani a Costantinopoli ritrovato negli atti di un notaio genovese del XV secolo.
La giornata si è conclusa con gli interventi di due funzionari dell'Archivio di Stato di Ancona, Roberto Domenichini, il quale ha ricostruito l'attività del Pomarancio e della sua scuola nelle Marche attraverso l’analisi di alcuni atti rogati dal notaio loretano Benedetto Candio, e Gioia Sturba, che ha esaminato le figure delle madri tutrici analizzando due documenti del XIV secolo rispettivamente di Ancona e di Fabriano.

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