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Oltre i confini: attività dell’Archivio provinciale di Trento per il recupero di fonti da archivi italiani ed europei

Stefania Franzoi, Armando Tomasi

in n. 3/2008
In occasione delle “Giornate europee del patrimonio culturale”, il 29 settembre 2008 la Soprintendenza per i Beni librari e archivistici della Provincia autonoma di Trento ha promosso l’incontro Oltre i confini: attività dell’Archivio provinciale per il recupero di fonti da archivi italiani ed europei.
L’iniziativa, animata da un intento essenzialmente divulgativo, si è rivolta al vasto ed eterogeneo pubblico degli utenti (effettivi e potenziali) degli archivi trentini, con l’obiettivo di far conoscere e soprattutto utilizzare l’ingente patrimonio di fonti documentarie acquisite in copia nel corso di 15 anni di attività.
Come ha ricordato nel suo intervento Livio Cristofolini, dirigente della Soprintendenza provinciale, la stessa legge istitutiva (L. P. 14 febbraio 1992 n. 11, riconfermata e ampliata dalla vigente L. P. 17 febbraio 2003, n. 1) assegna all’Archivio Provinciale, accanto al naturale compito di archivio storico dell’ente Provincia, la funzione di “archivio dell’autonomia e della memoria del Trentino”.
In questa prospettiva è stato sviluppato un organico programma di interventi, in cui trovano spazio attività diversificate quali l’acquisizione di fondi sia di singole personalità sia di enti rilevanti per la storia dell’autonomia e del territorio, il salvataggio di archivi di enti estinti, il deposito volontario di fondi di privati, l’accoglimento “in custodia e manutenzione” di vari fondi archivistici provenienti dall’Archivio di Stato di Trento, nonché il recupero di documenti e archivi conservati fuori dai confini provinciali.
La significativa (sia a livello quantitativo che a livello qualitativo) presenza di fonti di interesse locale in molti Istituti ubicati fuori dai confini non solo della provincia ma anche del territorio nazionale è conseguenza diretta delle peculiari vicende storiche del Trentino, situato al crocevia dei rapporti fra Nord e Sud Europa ed in particolare fra Impero e Papato.
Recuperare tali documenti significa quindi innanzitutto fornire alla comunità scientifica locale l’opportunità di accesso a fonti primarie (e molto spesso inedite), conservate in situazioni di difficile accessibilità, sia a causa della distanza geografica sia – in alcuni casi - a causa della mancanza di adeguati strumenti descrittivi e di ricerca.
In virtù della natura e funzione dell’Archivio Provinciale - Istituto organizzatore e conservatore di fonti documentarie, non ente di ricerca storica - tale attività è stata impostata e svolta secondo rigorosi criteri di sistematicità, prescindendo da ogni delimitazione di ambito tematico o tipologico, e mirando invece a descrivere e rendere progressivamente disponibili in modo organico ed esaustivo fonti documentarie utilizzabili per ogni indagine storica e culturale di interesse trentino.
Armando Tomasi, direttore dell’Archivio provinciale, ha illustrato gli aspetti metodologici e tecnici di tale complessa attività, che ha consentito di individuare, descrivere e recuperare in copia notevoli fondi documentari, per lo più ora disponibili per la consultazione presso l’Archivio provinciale di Trento (gli elenchi sono consultabili anche all’indirizzo Internet http://www.trentinocultura.net/doc/soggetti/pat/archivio/ap_tn_h.asp).
Questa la sintesi delle attività svolte:
- Atti visitali (secc. XVII – XVIII) dell’Archivio Diocesano di Feltre (4.550 immagini digitali)
- Archivi Madruzzo, Challant e Lenoncourt, conservati presso l’Istituto di Studi liguri di Albenga (produzione di uno strumento descrittivo analitico, propedeutico a futuri interventi di microfilmatura e digitalizzazione)
- Archivi d’Arco e d’Arco-Chieppio, conservati presso la Fondazione d’Arco di Mantova (10.465 immagini digitali B/N e 2.207 immagini digitali a colori)
- documentazione del XVI sec. da fondi vari dell’Archivio Segreto Vaticano (18.746 immagini digitali)
- documentazione relativa ai manufatti infrastrutturali del Trentino meridionale ed orientale, conservata presso l’Istituto storico e di cultura dell’Arma del Genio di Roma (66.000 immagini digitali)
- Fondo Grois-Negrelli, conservato presso il Servizio storico, archivi e documentazione del Ministero degli Affari esteri (16.334 immagini digitali)
- pergamene dei secoli XII – XIV conservate presso il Tiroler Landesarchiv di Innsbruck (2.640 immagini digitali)
- documentazione dell’Archivio Lodron, conservato presso il Landesarchiv di Klagenfurt (7.673 immagini microfilm e 332 immagini digitali)
- documentazione del fondo “Tiroler Sperren”, conservato presso il Kriegsarchiv di Vienna (12.533 immagini digitali)
- Fondo Thun di Castel Thun, conservato presso l’Archivio di Stato di Litomìøice, sezione di Dìèín - Repubblica Ceca (65.408 immagini digitali).
 
Stefania Franzoi, funzionaria della Soprintendenza provinciale, ha fornito alcuni elementi di carattere storico-archivistico sui progetti di recupero realizzati in tre Istituti.
Presso la Fondazione d’Arco a Mantova l’intervento ha interessato l’archivio dei conti d’Arco, signori dell’omonimo castello che, insigniti nel 1413 del titolo di conti dell’Impero, estesero la loro influenza al di fuori del territorio d’origine, instaurando in particolare cordiali rapporti con i Gonzaga, fino a trasferirsi verso la metà del XVIII secolo nella città di Mantova. Sono state riprodotte, limitatamente ai documenti d’interesse trentino, le sezioni d’Arco e d’Arco-Chieppio.
Presso l’Archivio Segreto Vaticano di Roma l’attività ha riguardato tutti i principali fondi, secondo ben definiti criteri cronologici (esame sistematico dei documenti del secolo XVI, con frequenti sforamenti verso il XV e il XVII-XVIII secolo) e geografici (copertura integrale per i documenti relativi al territorio coincidente con l’attuale Provincia, estendendo dunque la ricerca alle diocesi non solo di Trento, ma anche di Bressanone e Feltre).
Presso l’Archivio di Stato di Litomìøice, sezione di Dìèín, nella Repubblica Ceca l’intervento ha portato alla riproduzione integrale di un consistente fondo relativo alla linea di Castel Thun della nobile famiglia dei Thun, originari della zona di Ton (Val di Non), dal 1629 conti dell’Impero e presenti in Boemia dal XVII secolo, con un ramo assurto nel volgere di pochi decenni a posizioni di straordinario prestigio e potere. Il complesso archivistico oggetto dell’attività di recupero pervenne alla linea Thun di Dìèín a seguito della vendita effettuata nel 1879 dal proprietario, conte Matteo Thun, ai cugini boemi; lo spezzone rimasto a Castel Thun dopo tale smembramento è stato acquisito nel 1992 dalla Provincia autonoma di Trento insieme al castello, ed è ora conservato all’Archivio Provinciale. In questo caso dunque riproduzione e digitalizzazione dei documenti hanno permesso anche una sorta di ricomposizione dell’unità originaria, attraverso la giustapposizione virtuale delle due porzioni complementari dell’archivio.

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