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La documentazione musicale e la professione del bibliotecario – Le giornate di Firenze

Maria Emanuela Marinelli

in nn. 1-2/2009
Si è svolto a Firenze, nei giorni 8 e 9 maggio scorsi nelle belle sale della Biblioteca Nazionale Centrale e del Conservatorio di musica “L. Cherubini”, oltre che nella prestigiosa Villa Favard a Rovazzano, il sedicesimo convegno della IAML-Italia, che ha affrontato il tema de “La documentazione musicale e la professione del bibliotecario”.
Nella mattinata dell’otto maggio si sono svolte due Tavole rotonde, dedicate a un argomento di sicuro interesse anche per gli archivisti, “L’integrazione di biblioteche, archivi, musei e la musica”. La prima – “Biblioteche, archivi e musei musicali: l’attività delle istituzioni” – è stata coordinata da Antonia Ida Fontana, direttore della Biblioteca Nazionale Centrale, e ha visto la partecipazione di Mauro Tosti-Croce, della Direzione generale degli archivi, di Giuseppe Furlanis, del Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale, e di Paola Ricciardi, della Direzione generale politiche formative, beni e attività culturali della Regione Toscana, che hanno illustrato il ruolo e le attività delle istituzioni per la salvaguardia del materiale bibliografico e documentario conservato presso archivi e biblioteche non solo esclusivamente musicali.
Nella seconda – “Biblioteche, archivi e musei musicali: l’attività delle associazioni professionali” -, coordinata da Mauro Guerrini, presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), sono intervenuti Martinus Severt, presidente della International Association of Music Libraries Archives and Documentation centres (IAML), Piero Cavaleri, presidente dell’Asssociazione documentazione avanzata (AIDA), Agostina Zecca Laterza, presidente dell’Associazione italiana biblioteche, archivi e centri di documentazione musicale (IAML-Italia), e Maria Emanuela Marinelli, in rappresentanza della Soprintendenza archivistica per il Lazio e del Gruppo di lavoro sugli archivi dei teatri musicali promosso dall’ANAI.
In questa seconda giornata gli interventi dei partecipanti e la successiva discussione si sono focalizzati sulle particolarità della professione del bibliotecario che si occupa di materiale musicale, sull’importanza della sua formazione e della certificazione di questa professione, che la IAML Italia sta perseguendo da tempo con l’aiuto dell’AIDA.
L’argomento della certificazione di chi svolge, al di fuori delle istituzioni, professioni che richiedono competenze scientifiche e tecniche di alto livello, quali il bibliotecario o l’archivista, è stato affrontato da tempo anche dall’Associazione nazionale archivistica italiana e si è quindi ancora una volta auspicata una stretta collaborazione tra le Associazioni stesse per il raggiungimento di obiettivi comuni.
L’esperienza della Soprintendenza archivistica per il Lazio, che durante questi ultimi mesi ha condotto il censimento degli archivi delle associazioni e delle istituti musicali di Roma, ha suggerito a Maria Emanuela Marinelli di proporre corsi di formazione congiunti, da programmare in collaborazione tra l’AIB, la IAML Italia e l’ANAI, in cui gli operatori di ciascuna specializzazione possano acquisire elementi ed informazioni specifiche relative agli altri settori, in modo da poter operare con una sufficiente competenza anche in quelle situazioni dove si trova materiale “misto”, trasversale a più discipline, quali appunto i teatri musicali o i conservatori, dove accanto a documentazione di tipo prettamente archivistico (gestionale-amministrativo) si trova materiale di altro genere, quali partiture, libretti, programmi di sala, fotografie, bozzetti, scenografie, disegni, registrazioni audio e video, e così via, o, anche, in quei casi dove in un archivio si trovi conservato materiale musicale. Il censimento, che ha comportato l’elaborazione di una apposita scheda, è stato affidato ad una società esterna che da lungo tempo collabora con la Soprintendenza, che si è avvalsa di archiviste libero-professioniste con competenze musicali, ed ha avuto come risultato una cinquantina di schede ora in corso di pubblicazione sul sito della Soprintendenza archivistica per il Lazio.
Il gruppo di lavoro promosso dall’ANAI per il censimento degli archivi dei teatri, in particolare quelli musicali, di cui fanno parte diversi enti e persone specializzate nel settore, tra cui l’IRTEM, ha già elaborato una scheda di rilevazione completa e complessa, da inviare alle strutture, indipendentemente dalla forma giuridica con cui sono gestite. Il progetto riguarda in primo luogo i teatri attualmente in attività con una propria produzione artistica ed una propria struttura amministrativa; si intende comunque ampliare l’ambito di ricerca anche alla documentazione relativa a teatri ormai non più in attività per ricostruire la migrazione dei fondi, che spesso sono conservati in archivi di Stato o in biblioteche. Altri scopi del progetto sono la definizione di strumenti utili per organizzare e gestire in modo sistematico un archivio teatrale, quali un piano di classificazione che permetta di individuare materiali che appartengono, come si è detto, a settori diversi, un massimario di selezione e scarto, un manuale di gestione, e la definizione di regole per una prima descrizione di materiali speciali quali quelli grafici ed audiovisivi, basate sulla semplificazione di quelle esistenti. L’avvio delle operazioni di rilevazione dovrà ora essere concordato con la Direzione generale per gli archivi, coinvolgendo anche la Direzione per i beni librari e gli istituti culturali. Tra i risultati del progetto, la creazione, con le informazioni raccolte, di una banca dati nazionale consultabile on line e continuamente aggiornabile.
Parte della giornata è stata dedicata all’inaugurazione della Sala di lettura della Biblioteca del Conservatorio “L.Cherubini” di Firenze, e ad una serie di interventi su di essa, sui fondi storici che vi sono conservati, i progetti di riproduzione in analogico e in digitale.
Nel pomeriggio, a Villa Favard, si è approfondito il tema delle professioni, in particolare quella del bibliotecario musicale. Pur essendo il lavoro dei professionisti dell’informazione basato su fondamenti metodologici e teorici internazionali, le qualifiche e i requisiti di accesso alla professione, così come quelli della progressione di carriera, in Europa sono molto diversi da paese a paese. In Italia, soprattutto, si riconosce al professionista solo una qualifica di basso livello, e per la progressione di carriera non si richiede un aggiornamento certificato.
La tavola rotonda che ha chiuso il convegno, dedicata a “Le esperienze sul campo”, ha visto il confronto tra diversi responsabili di strutture private che operano nel settore, e ha lanciato una Proposta di una indagine sul mercato del lavoro nell’ambito di biblioteche, archivi, musei musicali a cura del direttivo uscente di IAML-Italia.

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