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Ritratti di mode. Le diverse epoche raccontate attraverso le abitudini e i gusti della società
Cosma Chirico |
in n. 3/2009 |
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2009 l’Archivio di Stato di Taranto, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari, ha presentato “RITRATTI DI MODE”. La mostra ha voluto far emergere, con il prezioso ausilio delle fonti d’archivio conservate presso l’Istituto e dei contributi esterni, tutti quei processi economici e sociali attorno ai quali si è organizzata una vera e propria industria della moda. “Li abbigliamenti del mondo donnesco vengono di Francia, dove il genio della frivolità è fecondo di nuove forme. Questo commercio di lusso e di voluttà nuoce all’industria nazionale”.
E’ tutta in questa frase del Galanti (1791) il ruolo svolto in tutti i tempi dalla moda, da un lato la cultura delle apparenze fenomeno che coinvolse l’intero sistema sociale europeo di antico regime e dall’altro moralisti e legislatori che tentarono continuamente di assoggettare il lusso ai principi dell’etica cristiana e alle necessità politiche ed economiche del tempo. Guidati da antichi testamenti, costituzioni di dote, inventari di patrimoni, oggetti e immagini, è stato possibile entrare nel mondo fascinoso del passato (un viaggio dal XV al XIX secolo) e ne è nata una storia che riguarda le materie prime, i tessuti, le tecniche di lavorazione, le merciarie vendute nelle botteghe, la vita quotidiana di uomini vestiti in sciamberga e calzone accanto a marchesi e dame dai sottanelli fruscianti di seta.
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